Pane, amore e lucchesia: lavorare all'estero? Missione possibile

La storia dei fratelli Damiano e Massimiliano, pasticceri a Los Angeles: "Importiamo tutto dall'Italia"

- di Laura Sartini

Lucca, 29 novembre 2013 - IL MONDO è più piccolo, soprattutto per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche. Australia, Canada, Irlanda, Stati Uniti: sono le mete più gettonate da un buon numero di under 30, laureati e non, che hanno già fatto valigia per darsi nuove e più interessanti chance di lavoro. Mission possibile: trovare un buon posto da dipendente o aprire un’attività e diventare imprenditore di se stessi. Con più opportunità da cogliere e, soprattutto, meno burocrazia. I flussi migratori, dalla nostra città verso paesi meno toccati dalla crisi, stanno silenziosamente diventando un fenomeno consistente in Lucchesia. Damiano Carrara, 28 anni, e suo fratello Massimiliano, 26, hanno preso la decisione due anni fa. Il primo era già manager in un locale americano. Il secondo lavorava da tempo a «Le Bontà» in viale Castracani all’Arancio.

GIOVANI SÌ, ma già con un buon bagaglio, e anche un piccolo conto in banca fatto di puntuali accantonamenti nel tempo che alla fine è servito per pagarsi le prime spese. Un sogno decollato in un attimo: l’attività è lievitata da 3 dipendenti iniziali ai 30 di oggi. Appena due mesi fa il taglio del nastro della seconda «Carrara Pastries», la pasticceria aperta a Moopark, ad un’ora di auto da quella inaugurata due anni prima ad Agora Hills, sempre nei dintorni di Los Angeles. Entrambe contrassegnate da un logo tridimensionale che ritorna, in formina di zucchero, anche sui dolci di loro produzione e che rappresenta la città di Lucca.

LA MAMMA, Laura, è un’impiegata delle poste. Il papà, Ivan, è un impresario edile in pensione che si divide tra la sua casa, a S.Angelo in Campo, e l’America dove passa sei mesi l’anno per aiutare i propri figli. «Siamo felici, le cose stanno procedendo al meglio — dice Laura Carrara —. Il pubblico americano è soddisfatto, nella pasticceria Carrara trova prodotti da frigo e da freezer, sulla falsa riga di quelli de “Le Bontà”, che non hanno uguali laggiù. Tutte le materie prime sono importate dall’Italia, comprese le scatole per confezionare i dolci. Non c’è niente di più bello e di più buono di quello che abbiamo in Italia». Eppure non hanno avuto dubbi a trasferirsi. Massimiliano fa il pasticcere da 10 anni, Damiano ha studiato e lavorato per un anno a Dublino e ha fatto gare “flair” (giochi acrobatici con le bottiglie) che lo hanno portato in giro per il mondo da giovanissimo. «Mi mancano tantissimo — dice la signora Laura —. Tutte le sere ci sentiamo su Skype, e ci raccontiamo un pò le cose che ci capitano. A Natale finalmente potrò andare a trovarli, mi fermerò laggiù un mese».

I DUE FRATELLI hanno portato con sé anche un pezzo di Lucca, che campeggia nelle foto e nei quadri appesi nelle due pasticcerie di Los Angeles: c’è anche il ponte del Diavolo e Piazza Anfiteatro. «Ormai la loro vita è là, il più grande è sposato con un’americana, il più piccolo è fidanzato con una ragazzi di Honolulu. Ma un pò di cuore resta sempre a Lucca».

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