Quale futuro per il complesso «Campo di Marte», una volta che sarà inaugurato il nuovo ospedale a San Filippo?
Lucca, 11 febbraio 2012 - La polemica è rovente, soprattutto perché la Regione ha deciso di avocare a sè la decisione sulla destinazione del mega-immobile. Sulla questione oggi interviene Giorgio Del Ghingaro, nella sua veste di presidente della Conferenza dei Sindaci. «Ancora una volta, il centrodestra lucchese vorrebbe far credere ai cittadini che la Regione sta cercando di ledere la podestà del Comune sulla destinazione d’uso, quando invece la legge prevede che l’ente regionale chieda alle amministrazioni comunali di avanzare le proposte di riutilizzo — attacca —. Anziché occuparsi della sanità e del progetto di diritto alla salute che vogliamo realizzare nei nostri territori, ci si attarda a dipingere una Firenze matrigna, ventilando ipotesi di decisioni calate dall’alto, quando da cinque anni l’amministrazione lucchese non s’è assunta la responsabilità di alcuna scelta. Il Comune capoluogo sta galleggiando da anni, impedendo agli altri Comuni di essere protagonisti di un processo di cambiamento, che condizionerà la qualità della vita dei cittadini. La Conferenza dei Sindaci ha a suo tempo affrontato le titubanze mostrate dall’amministrazione lucchese su temi come il nuovo ospedale; oggi, altrimenti ci saremmo trovati in una condizione di totale esclusione da un percorso di ammodernamento della sanità e del modo di concepirla». Del Ghingaro sostiene che il Comune di Lucca, per ragioni politiche, non ha voluto aderire alla Società della Salute, che rappresenta lo strumento per l’integrazione sociosanitaria fra Regione, Comuni e territorio. «Invece di partecipare alla discussione sul cambiamento di paradigma che sta interessando la sanità, Lucca ci impone il confronto su battaglie di retroguardia — conclude —. Ancora un’occasione persa, dunque, di parlare seriamente di sanità e di come garantire i servizi territoriali indispensabili per i nostri cittadini. Si grida all’azione legale, quando per anni s’è fatto finta di non veder nascere il nuovo ospedale e non s’è voluto prendere parte all’innovativo modello toscano in materia di politiche sociosanitarie. Le nostre comunità meritano altro. Dobbiamo avere il coraggio delle scelte, condividendo una prospettiva di sanità ospedaliera e territoriale integrata e appropriata, dando certezza della qualità dei servizi, delle prestazioni, garantendo agli operatori ambienti di lavoro e strumenti tecnologici adeguati. Basta con le polemiche sterili; c’è bisogno di concretezza, di guardare avanti e di decidere per il futuro».
Paolo Mandoli