Cosa si cela dietro quella porta ormai murata in Pelleria?
Lucca, 5 febbraio 2012 - E perché le antiche scale che conducono nei sotterranei del Baluardo della Libertà sono state rifatte in cemento armato invece che con i vecchi mattoni: forse davvero lì c’era un rifugio antiaereo durante la guerra mondiale? E ancora: perché sulle antiche carte esistono spazi aperti che oggi sono spariti? Sono solo alcune, queste, delle domande che si è posta l’«Opera delle Mura» che adesso vuole vederci chiaro. Nell’ottica cioè della valorizzazione del nostro più bel monumento in vista del suo primo cinquecentenario che ricorre nel 2013, si vuole fare un passo in più e visitare tutti quei luoghi chiusi, densi di fascino e mistero. E magari, perché no, renderne alcuni visitabili.
Perché alla fine, come ricorda il presidente dell’«Opera» Francesco Colucci, ci sono tantissimi cunicoli e aperture nella cinta muraria di cui si conosce poco o nulla. Forse anni fa sono stati anche visitati, ma non in questi ultimi anni. E comunque le domande, a quanto pare, restano. Tanto per citare i casi più eclatanti vale ricordare il Baluardo S.Croce. Due le entrate, una dall’antico portone che protegge le sale in uso ai balestrieri del terziere S.Paolino, e una dal baluardo stesso, in alto. Ma è una volta scesi al piano terra che le cose si complicano. Da una delle due cannoniere si accede ad una lunga galleria interrotta solo ad un certo punto da una costruzione di tubi innocenti: Colucci, giusto domani, ne ha predisposto la loro rimozione per scoprire cosa nascondano. Dall’esterno invece, nei pressi del ristorante «Giulio», si nota un arco chiuso: parte della muratura è di recente costruzione e pare che prima qui ci fosse una porta dietro alla quale si apre un cunicolo, interrotto solo da una cancellata. L’ipotesi più accreditata è che un tempo ci fosse un canale di scolo delle acque reflue per il materiale usato dai conciatori. Poco più in là un altro cancello e un altro cunicolo da dove si intravedono i resti della fontana inaugurata da Mussolini nel 1930 realizzata dal Petroni e che insisteva — un tempo — fuori Porta Elisa dove l’Opera vorrebbe che tornasse.
In fondo alla galleria un muro: ma perché allora sulle vecchie piante è previsto uno spazio aperto? Cosa c’è lì dietro? E cosa nasconde il cancello nel sottopasso dietro l’ex tribunale in via Carrara? A quanto pare la galleria sotterranea entrerebbe all’interno del terrapieno. Ma perché? E perché sul Baluardo della Libertà la vecchia scala è stata ricostruita in cemento armato? Secondo una corrente di pensiero solo perché dopo un crollo fu ricostruita senza guardar troppo alla storia. Ma per altri era un rifugio antiaereo visto che le scale sono lineari e non a spirale, come se qualcuno dovesse scenderle velocemente proprio come in caso di attacchi di bombardieri. E infine, in piazzale Verdi, dietro la ex Cavallerizza, un cancello chiude l’accesso ad un varco con relativo cunicolo che, a quanto pare, sempre secondo le antiche piante, condurrebbe sugli spalti, attraversando la cortina. Colucci, che si avvarrà della preziosa collaborazione di Roberta Martinelli nello studio di carte e gallerie, a questo punto vuole analizzare tutti questi casi e fare chiarezza una volta per tutte. Anche perché le Mura devono essere valorizzate se non altro per l’appuntamento celebrativo del 2013.
Per questo motivo è stato stilato un pacchetto di opere urgenti con l’ausilio di Fondazioni bancarie (Crl e Bml), Comune, Provincia e Regione. Un pacchetto in cui rientra la riduzione dell’asfalto, i lavori per l’illuminazione, il completamento della pista ciclabile esterna, la copertura dei fori causati dalla vetustà del monumento, il restauro del sotterraneo S.Croce, la riapertura di tutti i baluardi per renderli visitabili, e i restauri di Porta S.Jacopo e Porta S.Gervasio. Per «tirare a nuovo» le Mura, secondo Colucci, occorrerebbero 14 milioni di euro. Da parte sua la Fondazione Crl è disponibile ad un ingente finanziamento (circa 7 milioni di euro) per il raggiungimento di alcuni obiettivi di recupero a patto che il restante 50% sia messo in campo dagli altri Enti.
Cristiano Consorti