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Saldi, prezzi "truccati" Un negozio su tre è fuori regola

Il trenta per cento dei commercianti lucchesi non rispetta le norme in materia di saldi

Saldi invernali (Prisma)
Saldi invernali (Prisma)

Lucca, 5 febbraio 2012 - Ad accertarlo sono stati gli uomini della Guardia di finanza, alla fine di una serie di controlli che erano iniziati già nel dicembre scorso. Sono stati scoperti anche veri e propri casi limite: in particolare in due negozi di abbigliamento e accessori il prezzo al quale veniva proposta la merce «scontata» risultava perfino superiore a quello esposto prima dei saldi stessi. Insomma una situazione tutt’altro che positiva per i consumatori. Ovviamente sono fioccate multe, anche consistenti. «Nei giorni scorsi — spiegano alla Guardia di finanza di Lucca — abbiamo eseguito controlli a campione per verificare la corretta applicazione della normativa in materia di vendite straordinarie di fine stagione. Partendo da rilevamenti fotografici effettuati sotto Natale, foto alla mano, abbiamo proceduto al raffronto dei prezzi indicati prima e poi applicati durante i saldi. Ebbene il 30 per cento degli esercizi controllati non è risultato in regola. Quindi si può dire che tre negozianti su dieci non applicano correttamente i saldi . Abbiamo accertato che i prezzi di partenza, infatti, erano “gonfiati” per evidenziare una percentuale di sconto maggiore rispetto a quella realmente effettuata o, addirittura, per vendere “in saldo” a un prezzo coincidente con quello originario. Così quello che a prima vista appariva come uno sconto del 40-50 per cento in realtà arrivava talvolta a malapena al 10 per cento. Abbiamo anche scoperto due casi limite in altrettanti negozi di abbigliamento e accessori dove il prezzo al quale veniva proposta la merce “scontata” risultava superiore a quello esposto prima dei saldi stessi. Ovviamente ci sono state sanzioni molto severe perché la normativa sulla disciplina dei prezzi prevede multe a tre zeri per ogni infrazione».Ricordiamo infatti che la normativa sui saldi prevede che siano posti in vendita prodotti che devono avere carattere stagionale o di moda e essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. E’ comunque possibile vendere anche capi appartenenti alla stagione non in corso. Circa l’indicazione del prezzo il negoziante è obbligato ad indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Le irregolarità riscontrate dalla Guardia di Finanza hanno tradito la fiducia dei consumatori lucchesi. E’ stato infatti evidente, anche quest’anno, che nonostante la crisi economica non si è modificato l’atteggiamento verso i saldi: quasi sette persone su dieci hanno approfittato dell’appuntamento con gli acquisti a prezzo scontato che ovviamente riguardano soprattutto i capi di abbigliamento quali cappotti, maglioni, pantaloni, giacche, e le calzature che hanno costituito le principali tipologie di acquisti.

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