Corruzione, cinque arresti per tangenti Indagato anche il sindaco LE INTERCETTAZIONI

In cella l’assessore 'Rommel'. Il prefetto revoca le deleghe all'assessore in carcere. Il sindaco accolto dai fischi in Comune. LEGGI LE INTERCETTAZIONI SULLO SCANDALO TANGENTI

Marco Chiari (a sinistra) e Valentini
Marco Chiari (a sinistra) e Valentini

Lucca, 16 giugno 2011 - AL TELEFONO, da quelli che sembrerebbero i suoi compagni di merendine, si faceva chiamare la «Volpe del deserto». Chissà come deve essersi sentito ieri mattina quando i carabinieri hanno suonato alla sua porta: «Dottor Chiari? Ci segua». «Dove andiamo?». «In carcere». Gran brutto risveglio per il Rommel de’noartri Marco Chiari, geometra di 62 anni, fino a ieri mattina potente assessore alla mobilità al comune di Lucca.

 

Con lui in carcere è finito anche il dirigente alla programmazione del Comune, l’architetto Maurizio Tani, mentre altri tre personaggi se la sono cavata con gli arresti domiciliari: l’ingegner Andrea Ferro, figlio del presidente del Tribunale della città; l’architetto Luca Ruggi, che lavora nello studio dello stesso Chiari; e Giovanni Valentini, imprenditore edile pratese e fino all’altro ieri azionista di riferimento della Lucchese Calcio. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, secondo la Procura, il grande corruttore dell’assessore e del funzionario, per favorire alcuni progetti della sua società, la Valore spa. Indagati nella vicenda sono anche il sindaco della città, il Pdl Mauro Favilla, l’assessore alle finanze Giovanni Pierami e il funzionario di zona della soprintendenza Francesco Cecati, anche se nessuno conferma la cosa: «Io ancora non ho ricevuto avvisi di garanzia e sono sereno», ha detto il sindaco. Si vedrà.


La vicenda giudiziaria che ha sconvolto la vita politica di Lucca parte all’incirca un anno fa, quando un politico del peso di Piero Angelini, già sottosegretario all’ambiente, va in Procura e presenta tre esposti: «Dietro agli affari della ‘Valore’ c’è roba poco chiara», dice in sostanza. Una sorta di bomba politica. Angelini, infatti, era stato il grande tessitore dell’accordo che aveva portato Favilla ad essere eletto sindaco, prima di rompere con quest’ultimo e passare all’opposizione.


Nel mirino della magistratura finisce così la società guidata da Valentini, imprenditore e socio di maggioranza della Lucchese. In particolare finiscono nel mirino due operazioni urbanistiche legate alla Valore: quella per ristrutturare lo stadio e quella per realizzare un mega complesso immobiliare nel parco di Sant’Anna. Un lavoro certosino di un anno, fatto di intercettazioni telefoniche e ambientali. Alla fine la procura si convince che per agevolare le due operazioni urbanistiche siano corse tangenti versate dal Valentini al Chiari e (forse) al Tani, attraverso false fatturazioni emesse dal Ferro e dal Ruggi. Da qui gli arresti di ieri.

MARCO CHIARI era già stato assessore all’urbanistica alcuni anni fa, prima di essere cacciato dall’allora sindaco Fazzi. Tipo gaudente, amante del mare con tanto di barca all’Elba, ex Forza Italia oggi uomo di fiducia di Favilla, era convinto di essere un mago del sotterfugio: «Voi non vi fidate, ma io sono una volpe del deserto», dice al telefono. E Valentini, di rimando: «Anche se sei un birbante, sei l’unica persona della quale mi fido». Due false convinzioni in un colpo solo.

 

 

Stefano Cecchi

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