Non ci sta. Il presidente del comitato «Lucca per una sanità migliore», Raffaello Papeschi, non ha digerito la sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dai proprietari dei terreni sottoposti a esproprio per la costruzione del nuovo ospedale che la Regione vuole realizzare a S.Filippo
Lucca, 19 marzo 2009 - E per questo Papeschi si domanda se «l’Italia — afferma — è ancora un paese civile fondato sul rispetto delle leggi, siano esse rivolte a tutelare i diritti anche di un solo cittadino, o è fondata sulla tutela degli interessi economici e politici dei gruppi dominanti ovvero sulla legge del più forte? A voi la risposta».
Papeschi insomma contesta il fatto che «senza nemmeno entrare in merito al diritto della richiesta — spiega — , il Consiglio l’ha respinta con la sola motivazione che l’interesse economico-politico della Regione è prevalente su quello di privati cittadini». Il ricorso presentato dai proprietari dei terreni che insistono sulla zona in questione, è stata oggetto di analisi da parte della quinta sezione del Consiglio di Stato la cui sentenza è arrivata lo scorso 10 marzo.
Ebbene, secondo la decisione «considerato che, nella comparazione dei contrapposti interessi delle parti, appare prevalente quello pubblico alla realizzazione dell’opera — si legge nel documento — , nella specie consistente nella costruzione di uno dei quattro nuovi ospedali toscani, all’esito di una unitaria e complessa procedura di project financing, cofinanziata dallo Stato, che è ormai da tempo giunta a conclusione, respinge l’appello». La sentenza quindi pare avvicinare sempre più la possibilità che, alla fine, il nuovo ospedale monoblocco che la Regione vuole realizzare a San Filippo sia effettivamente costruito nella zona che, al contrario invece, è stata ed è ampiamente contestata dal comitato «Lucca per una sanità migliore». Comitato che, tra l’altro, alcune settimane fa promosse anche un corteo per le vie del centro storico proprio per polemizzare contro tale decisione dell’amministrazione regionale.
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