Una tragica fatalità, una caduta accidentale dove la neve ghiacciata e la sfortuna hanno avuto purtroppo un ruolo decisivo, senza colpe di terzi
Lucca, 17 febbraio 2009 - Sembra questo l’orientamento della Procura che ha aperto un fascicolo di «atti relativi» sull’incidente che è costato la vita a Bruna Mucollari Ceccarelli, la sciatrice trentenne di origine albanese morta domenica pomeriggio a Careggine. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti affidati ai carabinieri di Camporgiano e dall’esame esterno sulla salma della ragazza, non sarebbero ipotizzabili responsabilità a carico di altre persone. Per la magistratura non ci sono dunque indagati e intanto il corpo della sfortunata giovane può essere restituito ai familiari. I funerali si svolgeranno dunque domani alle ore 15 nella chiesa di San Michele Arcangelo, di Pontasserchio.
Bruna Mucollari aveva compiuto 30 anni l’8 gennaio scorso. Viveva con il marito Tiziano Ceccarelli e la figlia di 4 anni a Pontasserchio. La tragedia di domenica si è consumata proprio sotto i loro occhi, al termine di una giornata trascorsa sulle piste da sci insieme ad altri amici. Una tragedia assurda che spezza il sogno di una famiglia felice. Da Korce, in Albania, Bruna aveva passato la frontiera attraverso l’Austria il 20 gennaio 2003. Qualche tempo prima aveva conosciuto il marito Tiziano arrivato per un periodo di ferie in terra albanese ed era subito nata una storia bella e intensa al punto da maturare con decisione l’idea di lasciare la sua casa per mettere su famiglia in Italia. Qualche anno passato in via della Cave a Vecchiano e poi il trasferimento da due mesi a Pontasserchio con il grande progetto di ricavare due appartamenti distinti in quella casa di via di Golena. La giovane lavorava con contratti a termine presso l’azienda agricola Pacini dividendosi tra gli impianti di Rigoli e quelli di Arena Metato. La dinamica dell’accaduto, consumatasi sotto gli occhi del marito, della figlia e del gruppetto di amici, impotenti di fronte alla tragica fatalità, ha quasi dell’incredibile. Bruna era sullo skilift, seguita dai conoscenti di Ripa di Pietrasanta, agli impianti sciistici nei pressi dell’albergo Genzianella. A un certo punto la giovane è caduta e si è spostata lateralmente di qualche metro per far passare gli altri sciatori. E’ però finita su un lastrone di ghiaccio, scivolando poi nel bosco sottostante. Un volo di alcune decine di metri, prima di schiantarsi contro due alberi. Il violentissimo trauma cranico le è stato fatale e per lei non c’è stato niente da fare.
Da Lucca fino a Roma dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il professor Bovenzi infatti, primario del reparto di Cardiologia dell'ospedale Campo di Marte, ha incontrato il Capo dello Stato nel corso dell'incontro in cui una limitata delegazione di cardiologi è stata ricevuta al Quirinale.