Il presidente di Ascom Confcommercio Ademaro Cordoni non condivide le critiche mosse al regolamento e ribadisce la sua posizione
Lucca, 29 gennaio 2009 - «Non riesco a capire — afferma — come si possa considerara razzista la nostra città. Proprio Lucca che è la capitale dell’accoglienza, del volontariato, della solidarietà. E vorrei specificare anche un altro aspetto relativo alla nostra categoria. I commercianti lucchesi sono conosciuti in tutto il mondo per il loro garbo e potrebbe bastare questo a far capire che non vi è affatto una volontà discriminatoria nei confronti di alcuna etnia, né tantomeno di alcuna tradizione gastronomica». «Lo stupore è incomprensibile — prosegue Cordoni — visto che il regolamento comunale esisteva già ed è stato solo reso più attuale. Inoltre la normativa è legata solamente al centro storico e alle attività che dovrebbero aprire. Insomma niente di nuovo sotto il sole. Le regole già in vigore non interessavano i kebab (che sono gestiti da non italiani, ma nei loro confronti non c’è alcun accanimento), ma anche i ‘fast food’ e le pizzerie a taglio. L’unica cosa che posso consigliare all’assessore — chiude il presidente di Ascom — è quella di modificare la parola ‘etnia’ all’interno del documento. Solo quello».
Palazzo Ducale, sede della Provincia, è protagonista di queste ultime settimane. Qui sventolerà infatti la bandiera dell'Onu poiché il palazzo sarà la sede operativa di alcuni uffici dell'agenzia internazionale per la sicurezza, Unicri