Il consigliere regionale e comunale di Alleanza Nazionale Giuliana Baudone e il consigliere comunale di Forza Italia Franco Fabbri non risparmiano critiche alle accuse mosse dall'assessore regionale Cocchi
Lucca, 28 gennaio 2009 - Le polemiche sul nuovo regolamento? Sono più attacchi politici che serie riflessioni. Ne è sicura il consigliere regionale e comunale di Alleanza Nazionale Giuliana Baudone. «Mi sarei aspettata considerazioni più organiche dall’assessore regionale Cocchi — riprende l’esponente di An —. Il Comune ha varato un regolamento per tutelare la cucina tipica. Va precisato che l’intervento definito ‘discriminatorio’ si riferisce al solo centro, dove esistono già locali di cucine straniere. Non vogliamo che il centro sia preda di ‘catene commerciali’ e, al tempo stesso, dobbiamo tutelare il nostro patrimonio. Voglio precisare che An ha presentato all’assessore la richiesta di emendare il termine ‘etnie’ dal regolamento, poiché crediamo che il punto così espresso non rispecchi il senso del documento. Non vi è alcun divieto razziale — chiude Baudone — ma solo la necessità di disporre da requisiti che attestino le nostre eccellenze, in questo caso culinarie». «Il Comune e l’assessorato al commercio — commenta il capogruppo di Forza Italia Franco Fabbri — si sono mossi in sintonia con il codice regionale del commercio attraverso una lunga e approfondita concertazione con tutte le parti interessate. La legge vuole definire particolari limitazioni e per individuare attività merceologiche incompatibili con l’esigenze di tutela e la particolare natura del centro. In questo contesto è semplice rilevare alcune evidenti incompatibilità tra alcune attività commerciali sia di espressione italiana che straniera e il delicato tessuto architettonico. Non c’è quindi la volontà di impedire ad alcuno un’attività purché questa risponda a caratteristiche di qualità. Non esistono — conclude — preclusioni di razza o religione né un orientamento come lo definisce in modo infelice l’assessore regionale di razzismo gastronomico e culinario».
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