Camminava sulla neve, al limitare del piazzale panoramico del vecchio convento, all’ingresso del paese di San Pellegrino in Alpe, a 1525 metri d’altitudine sull’Appennino, nel comune di Castiglione Garfagnana. Ma è bastato un attimo di distrazione e la neve ghiacciata è diventata una trappola mortale
Lucca, 6 gennaio 2009 - La gita spensierata in montagna si è improvvisamente trasformata in un tragico incubo sotto lo sguardo sgomento della mamma che era vicino a lui. Umberto, dieci anni compiuti da appena due mesi, ha perso l’equilibrio ed è precipitato a faccia in giù per oltre cento metri lungo il ripido pendio ghiacciato che si apre in fondo al piazzale, finendo per arrestare la sua fatale caduta contro un faggio. Quel piano inclinato, una pendenza del 50%, non gli ha dato la possibilità di aggrapparsi a qualcosa e ha fatto anzi da rampa di lancio. Una scivolata inarrestabile, favorita anche da giacca a vento e doposci. Niente da fare purtroppo. E’ morto sul colpo nel violentissimo impatto contro un albero. Ed è rimasto lì per alcune ore prima che in serata il Soccorso Alpino riuscisse a recuperare la salma, dopo che anche l’elicottero Pegaso aveva dovuto rinunciare a causa del buio incombente.
Umberto era figlio di Luigi Iacomino, 38 anni, e Silvia Nardini di 43, abitanti a Massarosa, entrambi poliziotti dei ruoli tecnici, in pratica due infermieri, in servizio all’ufficio sanitario alla Questura di Livorno. Ieri la famiglia era salita in Garfagnana a San Pellegrino in Alpe, al confine con la provincia di Modena, per quella che doveva essere un’allegra giornata sulla neve. Il tragico incidente è accaduto dopo pranzo, intorno alle 15. Erano sul piazzale a fianco del Museo etnografico di San Pellegrino. Non sembrava un punto pericoloso e niente lasciava presagire un epilogo così terribile, soprattutto in quello scenario innevato e incantato dell’Appennino, proprio all’ingresso del paese. Ma a un certo punto è accaduto qualcosa di imprevisto. Umberto è scivolato all’inizio del pendio e la neve, invece di frenarlo, si è rivelata una vera trappola. La temperatura era sotto lo zero e il pendio gelato ha accelerato la sua caduta fino al tragico schianto contro un faggio. «Un incidente simile — racconta la titolare di un albergo — era accaduto qualche ora prima nello stesso punto a un bimbo di 5 anni: si è salvato per miracolo...».
Sotto choc i genitori, che hanno trovato conforto nel vicino convento, assistiti da una suora e dai carabinieri, in attesa del recupero del corpo del loro unico figlio. Umberto frequentava la 5ª elementare a Pieve a Elici. Un bambino in gamba e attivo anche nello sport: era un bravo tennista, iscritto al Ctl di Lido di Camaiore. E’ la quarta vittima in tre giorni del ghiaccio killer sulle montagne lucchesi.
Paolo Pacini
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