PIero Angelini, presidente della lista civica «Governare Lucca», inizia il nuovo anno con una previsione pessimistica sul futuro dell’amministrazione comunale presieduta da Mauro Favilla
Lucca, 5 gennaio 2009 - Una previsione che farà discutere. Il sindaco, nell’intervista di fine anno rilasciata in esclusiva al nostro giornale, aveva sostenuto che la rottura con Angelini e con «Governare Lucca» è stata determinata dalle scelte in linea con gli impegni presi in campagna elettorale, e che è «Governare Lucca» ad aver contrastato gli atti in linea con gli impegni presi in campagna elettorale.
Angelini, cosa risponde?
«Così dice Favilla. La verità, purtroppo, é un’altra, come dimostrano, tra le tante, le vicende del nuovo Ospedale, dell’urbanistica, della gestione delle aziende».
Sul nuovo ospedale Favilla si è detto fiducioso di raggiungere un’intesa con la Regione.
«Anche noi volevano e vogliamo un accordo con la Regione sul nuovo ospedale e sulla sanità lucchese. Sapevamo, però, che un accordo con la Regione si poteva raggiungere soltanto dopo aver preso alcune decisioni preliminari, come Favilla stesso si era impegnato a fare. Lo sapeva anche Favilla, se ha scritto nel suo programma, che, una volta vinte le elezioni, era necessario “modificare le decisioni già assunte circa il nuovo ospedale monoblocco”; ed ha affermato, nell’appello al voto da lui fatto, che, tra i suoi primi atti amministrativi, ci sarebbe stata proprio “la revoca della delibera che indica S.Filippo come il luogo dove costruire il nuovo ospedale”. In realtà Favilla, in difficoltà fin da subito su questo punto, con una parte della sua maggioranza, ci ha chiesto fiducia per un anno, per tentare un accordo con la Regione, che non ha mai raggiunto».
Perché secondo lei?
«Quando si è accorto che la modifica del regolamento urbanistico su San Filippo era necessaria, per togliere ogni sostegno all’azione della Regione, l’ha annunciata, ma non l’ha realizzata; ha dichiarato che, in fin dei conti, risolutivo sarebbe stato il ricorso al Tar; ma l’amministrazione guidata da Favilla, disgraziatamente, non è riuscita a presentare nemmeno il ricorso al Tar, nei termini di legge e solo per intervento di Governare Lucca è stato possibile presentare almeno un ricorso al Capo dello Stato. Insomma dopo 18 mesi inconcludenti siamo ritornati, come nel gioco dell’oca, al punto di partenza: ad una difficile trattativa con la Regione, che mi auguro positiva, ma a cui arriviamo inermi, per responsabilità preminente del sindaco e della “sua” maggioranza, che non hanno rispettato il programma».
Sul fronte dell’urbanistica ci sono state divergenze nette. Per quale motivo?
«Per quanto riguarda l’urbanistica il programma impegnava a “rivedere il regolamento urbanistico con particolare riferimento al parco est e ai progetti norma”. Così si è cominciato a fare per il regolamento urbanistico, scontrandosi anche qui con i settori della maggioranza più legati alla vecchia amministrazione. Noi di Governare Lucca abbiamo difeso per un anno, in commissione e in consiglio, le modifiche al regolamento urbanistico, elaborate e proposte da Favilla; fino a quando ci siamo accorti che il sindaco, senza neppure avvertirci, aveva cambiato radicalmente posizione, rinunciando a portare avanti le modifiche da lui proposte».
Ovvero?
«Per quanto riguarda i piani norma, si è rinunciato da subito a ogni ragionevole modifica, come è dimostrato in primo luogo dalla penosa vicenda del parco di Sant’Anna; ed oggi si procede a tappe forzate alla loro indiscriminata approvazione. Anche in questo caso il programma non è stato rispettato, per di più in un settore direttamente sottoposto alla responsabilità del sindaco, che ha tardato un anno per far conoscere al consiglio comunale la realtà della difficile eredità lasciataci dalla precedente amministrazione e che non ha saputo poi dar vita, all’indomani della constatazione dello sforamento degli indici, a quel franco dibattito, all’interno della maggioranza e del consiglio comunale, che sarebbe stato necessario e doveroso per approntare le misure necessarie a superare la crisi, come aveva richiesto l’assessore Stefani nella giunta del 29 luglio. Oggi il sindaco annuncia un nuovo piano urbanistico, da adottare nel 2009, senza indicare, però, chi, come e dove si lavora a tutto ciò: soltanto un annuncio, appunto».
Altro fronte di attrito è stato la gestione delle aziende partecipate. Quali le divergenze?
«Il programma di Favilla prevedeva che il consiglio comunale dovesse “riappropriarsi del controllo delle sue aziende e società”. Così non è avvenuto. Le scelte dei responsabili delle società partecipate, ad eccezione della Lucca Holding, sono state fatte tutte a favore di persone fedeli a Favilla, nessuna di Governare Lucca, persone, a mio avviso, in gran parte mediocri, con la conseguenza di riportare sul tavolo del sindaco ogni decisione sulle politiche delle aziende. Il consiglio comunale è stato di fatto espropriato delle sue competenze. Una situazione molto simile a quella della precedente amministrazione, che pure abbiamo combattuto, insieme a Favilla».
Favilla, nell’intervista al nostro giornale, la chiama amichevolmente Piero e fa appello alla sua intelligenza per recuperare un rapporto più sereno. E’ ancora possibile?
«Semplici cortesie. Io dubito, invece, che Mauro Favilla, in questo ultimo anno, abbia fatto scelte politicamente intelligenti; non ha capito, infatti, che, indebolendo Governare Lucca, avrebbe perduto la forza che discendeva dall’essere punto di equilibrio della sua maggioranza».
Cosa contesta al sindaco che ha contribuito ad eleggere?
«Favilla, pressato dai settori di Forza Italia e Alleanza Nazionale più legati alla vecchia amministrazione ed agli interessi dei gruppi che la sostenevano, ne ha sposato a poco a poco la linea e ne è divenuto prigioniero. Le scelte politico-amministrative di Favilla, nei settori chiave ricordati, somigliano sempre più a quelle della precedente amministrazione; una deriva politica che si è conclusa con l’ingresso solitario di Favilla, per di più in posizione marginale, in Forza Italia».
Dunque come vede, politicamente, l’anno appena iniziato?
«Sono fortemente preoccupato per il futuro dell’amministrazione Favilla».
E' stata Villa Baldaccini a San Lorenzo di Moriano la suggestiva cornice per la tradizionale cena natalizia degli auguri. A fare gli onori di casa i proprietari della splendida dimora (spesso meta di Vip e giornalisti stranieri) Renzo e Nadia Baldaccini.