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Per Lucca: 'Dobbiamo salvare la Soprintendenza'

«No alla chiusura della Soprintendenza lucchese». La lista «Per Lucca e i suoi paesi» prende posizione sulle ventilate ipotesi di taglio

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Lucca, 3 gennaio 2009 - «Il nostro movimento politico, una decina di anni fa, attraverso una mozione presentata nel consiglio comunale, fu il primo a lanciare l’iniziativa politica che portò, nel 2004, all’istituzione della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara. Per questo ci sentiamo oggi in dovere di esprimere alcune considerazioni. In primo luogo — dicono i rappresentanti di Per Lucca — non si può non notare che, da almeno trent’anni, ogni taglio di spesa operato dai governi di ogni colore finisce per colpire soprattutto il settore della cultura e dei beni culturali. Crediamo che sia opportuno razionalizzare la spesa e ridurre gli sprechi ma non crediamo che questo possa durare all’infinito. Al di là della salvaguardia della nostra memoria storica e della nostra identità, cose importantissime, va detto che la cultura e i beni culturali sono in Italia un elemento fondamentale sotto il profilo dell’occupazione e della creazione di ricchezza. In una città come Lucca il turismo è mosso in gran parte dal nostro patrimonio monumentale e culturale, questo patrimonio deve essere tutelato e valorizzato. Riteniamo quindi che i tagli debbano cominciare a rivolgersi verso altri settori, ad esempio abolendo enti inutili. Chiudere un ufficio aperto solo quattro anni fa sarebbe un bell’esempio di non linearità e non logicità delle scelte operate dal ministero».

«Se proprio si deve operare una razionalizzazione dei posti dirigenziali sarebbe più opportuno eliminare le soprintendenze regionali archeologiche ed archivistiche, passandone la competenza e il personale alle soprintendenze per i beni culturali che esistono sul territorio. Crediamo poi che, se proprio si dovesse chiudere un ufficio territoriale in Toscana, cosa che non auspichiamo in alcun modo, esso dovrebbe essere la Soprintendenza di Arezzo, che ha competenza su una solo provincia e non certo quella di Lucca che ne gestisce due. Un riaccorpamento della vecchia soprintendenza, con la competenza sulle province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa — aggiungono a Per Lucca — dovrebbe comportare che la sede dell’ufficio fosse stabilita nella nostra città che è, di gran lunga, quella che ha il maggior numero di beni culturali schedati. In ogni caso tale riaccorpamento sarebbe un errore. Invitiamo dunque sindaco e presidente della Provincia a chiedere un immediato incontro al Ministro dei beni culturali per avere chiarimenti sulle sue intenzioni ed eventualmente prendere opportuni provvedimenti in tutte le sedi».










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