Ci siamo. Ormai è tutto pronto per quello che viene definito l’evento artistico dei prossimi mesi
Ma quelle che vogliamo fare ora non sono considerazioni sull’indiscutibile valore dell’iniziativa. L’aspetto che ci preme mettere in evidenza, prima dell’inaugurazione, è un altro. Se provincialismo significa avere l’umiltà di voler imparare da chi ne sa di più, ma anche la certezza di voler essere protagonisti delle proprie fortune, dei propri destini, allora non abbiamo alcun timore ad affermare che sì, siamo provinciali. Se provincialismo significa sperare che la mostra di Batoni sia l’ultima in cui Lucca, oltre al suo patrimonio storico e artistico, mette a disposizione 2 milioni di euro che altri poi spendono, allora, sì, siamo provinciali. Alla vigilia di quella che qualcuno ha sarcasticamente definito la «madre di tutte le mostre», l’augurio che rivolgiamo agli organizzatori è di dimostrarci che le perplessità suscitate dall’ingente stanziamento, da una tempistica pubblicitaria tardiva e da un atteggiamento un po’ distante, freddino e poco coinvolgente, saranno tacitate da un’affluenza da record che possa anche giustificare il grandissimo sforzo — non solo economico — che tutta la città (fondazioni bancarie, enti, associazioni) ha sostenuto. Nell’attesa, non dimentichiamo che anche a Lucca c’è una certa capacità di fare le cose, di organizzare eventi: vedi i Comics, il Lucca Digital Photo Fest, Olio e Tesori e via dicendo. Tutti fatti in casa o quasi, con piccoli apporti esterni, quando ce n’è bisogno. Insomma, il modello Lucca funziona. Facciamolo funzionare di più, in futuro...
Sir Neville Marriner (nell'angolo in fondo a sinistra), uno dei direttori d'orchestra più famosi al mondo, si è fermato in città per una cena alla Buca di S.Antonio, accolto dallo chef Giuliano Pacini. Sir Marriner si è fermato a colloquiare con Marcello Parducci, presidente dell'Aml, il quale ha chiesto al Maestro di collaborare con la realtà musicale lucchese (foto Alcide)