Uno schianto pauroso e un’altra giovane vita che si è spezzata al chilometro 341 e 800 della statale Aurelia a Migliarino, all’altezza del ristorante «Da Ugo». Qui, intorno alle 3.30 di ieri notte ha perso la vita Marco Buralli 33 anni, nato a Lucca e residente a Castelfranco di Sotto, dove lavorava in conceria
Lucca, 15 novembre 2008 - E’ finito contro un albero e poi nel fosso sottostante, mentre rientrava verso Pisa, al volante della sua Hyundai Coupé. Forse l’ha tradito un colpo di sonno, forse è stata la pioggia che ha fatto pattinare le ruote, ma la macchina ha sbandato all’improvviso cambiando traiettoria senza lasciare segni evidenti di frenata. Sono stati alcuni ragazzi su un’auto di passaggio, al ritorno da Viareggio, a dare per primi l’allarme al 118, che ha inviato sul posto l’ambulanza con medico. Ma la Hyundai aveva le portiere bloccate e per estrarre il corpo del trentatreenne si è reso necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco, giunti in volata dal comando provinciale di Pisa. Per Marco, purtroppo, non c’era più nulla da fare. La salma è stata quindi tra sferita all’obitorio di medicina legale, a disposizione della procura di Pisa.
La tragica notizia della morte di Marco Buralli è piombata come un macigno sui titolari e colleghi della conceria «Artea» di via Lazio a Santa Croce dove Marco lavorava da circa 12 anni. «Stamani (ieri mattina, ndr) alle 8,40 raccontano all’Artea — ha telefonato la mamma Teresa, per sapere se il figlio era al lavoro. Al campanello della casa di Marco, a Castelfranco, avevano suonato poco prima i carabinieri, ma la mamma non aveva fatto in tempo ad aprire. Abbiamo avuto un bruttissimo presentimento. Alle 9,10 abbiamo ritelefonato a casa e la mamma ci ha detto che Marco era morto in un incidente a Migliarino». Titolari e colleghi dell’«Artea» sono distrutti. «Marco era il nostro jolly — dicono — faceva il magazziniere e l’autista. Ci faceva anche arrabbiare per il suo carattere, era uno ‘spirito libero’, ma era un ragazzo eccezionale, aveva sempre una parola per tutti, per chi era triste e per chi era felice». La notizia della morte del trentatreenne operaio conciario si è presto diffusa in tutta la zona industriale e ha destato profondo cordoglio e commozione.
Marco Buralli viveva a Castelfranco, in piazza XX Settembre, nel palazzo che al pianterreno ospita la biblioteca comunale. Era un appassionato di musica e si dilettava a fare il dj alle feste. Era anche un grande tifoso della Juventus e giovedì sera, prima di trovare la morte sull’Aurelia a Migliarino, aveva visto la partita e gioito per la vittoria della sua squadra contro il Genoa. «Ci mancherà», dicono piangendo le colleghe, i colleghi e i titolari della conceria «Artea».
Serata conviviale all'insegna della buona cucina per l’allenatore della Nazionale di calcio campione del Mondo Marcello Lippi e il medico della compagine azzurra Enrico Castellacci. In compagnia del dottor Piagentini e del dottor Arcangioli della Cassa di Risparmio, i due "azzurri" hanno cenato a base di pesce al ristorante «All’Olivo» accolti dal patron Corrado Petretti. (foto Alcide)