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SANITA' NEL CAOS

Rianimazione, clamorosa protesta degli infermieri

Gli infermieri della Rianimazione del Campo di Marte sono in agitazione. Con una lettera indirizzata ai vertici dell’Asl 2, mettono in evidenza la differenza di trattamento rispetto ad altre Asl limitrofe

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Lucca, 30 ottobre 2008 - Nel mirino degli infermieri c'è il tema della continuità assistenziale, ovvero il periodo che intercorre tra il personale che termina l’orario di servizio e quello che prende servizio all’interno dell’unità operativa. Il segretario aziendale NurSind dell’Asl 2, Teresa Porta, sottolinea che è «inaccettabile che ormai quasi solo nella nostra Asl di Lucca rispetto alle altre della Toscana tale periodo non sia riconosciuto a tutti gli effetti come orario di lavoro.

Gli infermieri utilizzano da tempo lo strumento della cartella infermieristica per registrare tutto quanto concerne le condizioni di salute del paziente/utente ma è dall’origine dell’assistenza infermieristica che è parte integrante del lavoro dei professionisti infermieri discutere sui vari problemi psico-fisici dei pazienti per evidenziarne le criticità e le peculiarità al fine di predisporre una corretta e adeguata personalizzazione dell’assistenza. Infatti, il momento del cambio del turno di lavoro è uno dei momenti più delicati, dove vengono trasmesse le informazioni più importanti e dettagliate sullo stato di salute dell’utente ricoverato, sia in situazioni di urgenza che di routine».

«Sono anni — aggiunge Teresa Porta — che noi come NurSind chiediamo all’azienda tale riconoscimento, ma purtroppo la nostra richiesta è sempre stata disattesa anche per lo scarso interesse e sostegno degli altri sindacati. Raccogliamo quindi il malessere e la forte delusione della categoria infermieri, su cui maggiormente grava il carico di lavoro assistenziale. Sono anni che per senso di responsabilità e coscienza, nel bene del paziente/utente, svolgono, oltre l’orario di servizio e solo per volontarietà, tale azione di salvaguardia dello stato di salute del cittadino, ritardando l’uscita dal posto di lavoro per tutto il tempo necessario a informare correttamente i colleghi sulle necessità assistenziali espresse da ogni paziente presente in reparto. Gli infermieri della Rianimazione non chiedono nessun tipo di pagamento, ma solo il riconoscimento dell’orario di lavoro per 10 minuti prima dell’inizio del turno e 10 minuti dopo la fine dello stesso».

La lettera conclude sottolineando che, dopo ripetute richieste sempre disattese, gli infermieri del reparto si limiteranno ora ai doveri contrattuali e sostituiranno la dettagliata analisi di ogni paziente al momento del cambio turno con un mero cambio a vista, con conseguente significativo calo della qualità assistenziale. «Non ci meraviglieremo — conclude il NurSind — se tale forma di protesta verrà presa in considerazione anche dagli operatori sanitari. Non è più sostenibile un atteggiamento di chiusura da parte dei vertici aziendali. Il perpetuarsi di queste condizioni sfavorevoli e di instabilità si ripercuoterà inevitabilmente sull’assistenza del cittadino. Facciamo appello alle associazioni che hanno come scopo la tutela dei diritti del malato, al collegio provinciale Ipasvi, alle autorità, alla Conferenza dei sindaci e soprattutto ai cittadini, direttamente coinvolti e titolari del diritto alla salute, diritto fondamentale sancito dalla Costituzione».










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