Davvero difficile chiedere di più alle ragazze del Ducato Le Mura alla fine di un esordio vincente, ingresso in grande stile nel basket che conta. Cioè, difficile per uno spettatore, che vede il tabellone con il punteggio di 63-50 finale contro Bolzano illuminare il parquet, quanto i canestri di Consolini, la reazione di Zampieri e la regia «illuminata» di Soli, ma non per il tecnico
Lucca, 6 ottobre 2008 - Le ragazze, effettivamente, hanno trovato il bandolo della matassa solo nel finale, dopo tre tempi di sofferenza ed equilibrio. A questo punto si arriva ad un bivio: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Per noi, il bicchiere, addirittura, quasi trabocca, se si tiene conto delle difficoltà di un esordio assoluto, non solo per la franchigia, ma anche per quasi tutte le ragazze.
Questa domanda, comunque, va girata proprio a Diamanti, colui che è costretto al ruolo di «mezzovuotista» dalla necessità di cercare sempre il meglio dalle ragazze, ma che, dopo un inizio in puro stile Diamanti, ci sorprende: «Io credo che le ragazze possano dare molto di più, come del resto nel finale hanno dimostrato. Nonostante questo, ritengo sia ingiusto dire che abbiamo giocato bene solo 5’. Io, piuttosto, ho visto una squadra che ha lottato alla pari contro Bolzano, una formazione che da oltre dieci anni sale e scende tra A1 e A2 e, nel momento decisivo, ha avuto le forze fisiche, ma soprattutto psicologiche, per reagire e vincere addirittura in scioltezza». Insomma, impossibili non diventare «mezzopienisti» davanti a questa squadra e anche l’esigentissimo Diamanti sembra esserlo, almeno per una settimana. Infine, riusciamo a strappare un’ opinione su una singola giocatrice, cosa che piace poco a Diamanti, che giudica le prove nel suo complesso: ma questa Consolini scatenata, merita una citazione. «Chiara — chiude Diamanti — ha potenzialità che ben conosciamo e sono felice che sia già riuscita a razionalizzarle, mostrandole sul parquet, un compito che spetta a tutte e che va abbinato alla costanza di rendimento, altra condizione necessaria».
Andrea Amato
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