Nasce un concorso giornalistico riservato agli alunni delle scuole superiori e promosso dalla Provincia di Lucca. Di seguito tutte le informazioni per partecipare e il bando di concorso
Lucca, 21 ottobre 2008 - Parte la rubrica che, nel corso delle settimane e fino a mercoledì 7 gennaio, vedrà pubblicati sul nostro quotidiano e sul nostro sito Internet www.lanazione.it/lucca gli articoli degli studenti delle scuole che aderiscono all’iniziativa della Provincia di Lucca «Scrivi a Osvaldo». Di seguito i primi articoli della serie.
Un mosaico alla voce volontariato
a cura del Centro Nazionale per il Volontariato
E' un moto naturale quello che porta i giovani di ogni generazione ad uscire dalla vita personale e donare il proprio tempo per contribuire a migliorare la società. Viene fatto per chi è in difficoltà, ma anche per se stessi, se è vero che impegnarsi non significa solamente aiutare gli altri ma rendere più vivibile il mondo in cui viviamo. I dati numerici indicano una certa flessione dei giovani nella partecipazione al volontariato, in parte anche a causa del calo demografico nel nostro paese. Ma sono già molte le analisi che raccontano di un rapporto più sfuggente e complesso.
Portare la gratuità a scuola
Prima di tutto è necessario permettere l'incontro fra i giovani e il nostro mondo, a cominciare dai banchi di scuola. In Toscana il Centro Nazionale per il Volontariato coordina il progetto "Scuola & Volontariato in Toscana", attivo da cinque anni. È nato come “Sportelli Scuola e Volontariato”, seguendo l’esperienza di Milano e della Lombardia, e in questi anni ha promosso attività ulteriori e molto diversificate. Cresce di anno in anno il numero delle scuole che aderiscono al progetto e danno spazio alle sue attività, come quello delle associazioni partecipanti: nel 2008 100 scuole, 374 le associazioni, 19.000 ragazzi. Solo nella piana di Lucca e nella Valle del Serchio lo scorso anno questo progetto ha permesso a classi di sette istituti superiori di incontrare 24 associazioni.
Il volontariato che cambia
Secondo le stime dell'Istat (le più recenti sono del 2003) il volontariato in Italia mobilita direttamente circa un milione di persone, che prestano il loro tempo sulla base di valori quali la gratuità e la solidarietà. Un settore che cambia in continuazione, declinandosi al plurale. Perché di volontariato non ce n'è uno solo.
C'è quello legato al sistema di welfare, ovvero operante in interventi socio-assistenziali di tipo "leggero" con grande impegno dei volontari (il 33% del totale); c'è il volontariato "specialistico" legato alla promozione e donazione degli organi e del sangue (16%); quello di tipo "gestionale pesante" in ambito sanitario e di protezione civile; oppure quello legato ai "beni comuni": oltre il 23% che opera nell'ambiente, nella cultura, nell'istruzione, nella solidarietà internazionale, nella protezione civile. Forme "classiche" solidamente radicate, con "divise" riconoscibili. Ma non sono le uniche. Nel nostro Paese, come nella nostra città, la partecipazione dei giovani si sviluppa sempre più anche in modo inedito: forme nuove di impegno, meno strutturate, maggiormente informali e più direttamente connesse alla partecipazione sociale, complice anche la sempre minor fiducia che viene riposta nei confronti della politica "tradizionale" legata ai partiti. La diffusione dei volontari "senza divisa" rende meno facile la definizione del fenomeno ed occorre guardare alla società con occhi diversi. Intanto cominciando ad osservarla con maggiore attenzione.
Per fare cose occorrono spazi
Il Centro Nazionale per il Volontariato ha sviluppato nei mesi scorsi un progetto, chiamato "L'Integrale" che aveva l'obiettivo di creare un modello di osservazione e intervento per dare risposte positive al disagio degli adolescenti. Sono stati coinvolti nel progetto 10 giovani - italiani e stranieri - per condividere esperienze, realizzare un'indagine sul disagio e i desideri dei giovani a Lucca, promuovere attività sperimentali e un sito web dove raccogliere testimonianze e opinioni. Fra queste una sorta di ricerca esplorativa sul "disagio" dei giovani nelle nostra città. Il Cnv è partito da un'indagine dell'Osservatorio Provinciale sulle politiche sociali dal quale è emerso che uno dei bisogni più rilevanti dei giovani è quello di essere coinvolti nell'organizzazione di iniziative e nella gestione di spazi: circa uno su due dice di essere interessato e il 10% dichiara un forte interesse. La richiesta è quella di una gestione degli spazi che sia un “giusto compromesso” tra il modello autogestito e il modello gerarchico e formale. Il Cnv ha interpellato rappresentanti di enti e realtà che operano nell'area giovanile: istituzioni, forze dell'ordine, Asl, istituti superiori. Dall'osservatorio di queste realtà emerge una forte crescita della presenza dei minori stranieri non accompagnati e un sostanziale quadro di impoverimento dei servizi per i giovani, con la contrazione delle risorse economiche, la conclusione di esperienze significative e la limitatezza dei percorsi preventivi, nonché l'assenza di supporti sociali al trattamento del disagio sociale.
Le idee dei giovani
Nel corso delle interviste fatte ai giovani, invece, è stata chiaramente espressa la conferma del bisogno di aggregazione con richieste come queste: la libertà di poter creare alternative; uno spazio autogestito con sala musica dove fare progetti sociali; uno spazio attrezzato tecnologicamente gestito da giovani; un luogo dove ci sia la possibilità di uno scambio e di studiare, vedere film, con palestra e mensa popolare; un'interazione positiva con i migranti; zone temporaneamente autonome; più educazione, attivismo e creatività; disponibilità dei locali ad ospitare musica dal vivo; attività culturali non istituzionali; accettazione della diversità; iniziative di livello nazionale; progetti di prevenzione; un doposcuola socializzante diurno; un centro giovani notturno e un centro sociale inclusivo. Il bisogno di aggregazione è espresso sia dai ragazzi sia dai servizi che trattano il disagio giovanile, così come l'interesse a partecipare alla costruzione di occasioni o sedi di aggregazione. Da parte dei giovani c'è la necessità di essere coinvolti, ma anche la paura di non riuscire a portare avanti questo tipo di progetti.
Un dialogo diverso
Da questi pochi elementi forniti dalla ricerca esplorativa, emerge la necessità di un dialogo diverso con i giovani. I risultati di molte ricerche su questo tema affermano che il solo modo per dialogare con modalità giovanili di partecipazione è offrire loro spazi per ritrovarsi, riconoscersi, e influire direttamente sui processi decisionali e sulle modalità operative, sia proprie sia delle organizzazioni a cui donano il loro tempo. Questo comporta il prezzo di accettare che le strutture siano parzialmente destrutturate e che le istituzioni, a tutti i livelli, ricerchino attivamente soluzioni inedite di confronto: favorire la partecipazione e la forza critica del volontariato significa far crescere la democrazia.
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IL NICHILISMO DEI GIOVANI
Intervista a Umberto Galimberti
A cura di Leonardo Butelli
Nel suo libro sulla condizione giovanile, L’Ospite Inquietante, lei parla di nichilismo dei giovani. Può dirci sinteticamente a cosa si riferisce?
Quando parlo di nichilismo nei giovani intendo la mancanza di una prospettiva futura che dia loro possibilità di scelta. In sostanza, la negazione dei valori, quello che Nietzsche chiama "il più inquietante fra tutti gli ospiti”. In base a questa lettura, i giovani guardano il futuro non più come una promessa, ma come uno spazio imprevedibile, una minaccia, per cui trattengono nell’assoluto presente tutte le aspettative. Il futuro non agisce più come motivazione per farli studiare, lavorare, impegnare. I genitori stessi non sanno indicare una prospettiva, perdendo autorità, diventando contrattuali: “se studi, ti compro... ecc.ecc.” Come dice Nietzsche: quando c’è il nulla che ti coinvolge, c’è il nulla che ti muove.
Osservando i giovani abbiamo l’impressione che spesso usino ideologie rigide che si richiamano al pensiero fascista, che offrono soluzioni semplicistiche a problemi complessi. Cosa ne pensa Lei?
Anche se i loro comportamenti sono paragonabili a comportamenti fascisti, non credo tanto a una dimensione ideologizzata, perché anche per essere fascisti bisogna avere letto qualche libro. Penso sia tutta una aggressività che non è stata investita di un progetto, di una qualche finalità. Non avendo un progetto, i giovani tendono a sopraffare i più deboli, gli immigrati e i diversi.
Per Benasayag non si deve aver paura dei conflitti che vivono dentro noi, ma al contrario farci i conti. Crede che ciò possa essere riferito ai giovani e ad alcuni episodi di intolleranza?
Se non scopro il conflitto dentro di me, confliggo con ciò che sono fuori di me. Se non elaboro la mia conflittualità, ci saranno zone d’ombra che si proietteranno all’esterno. Un esempio è il rifiuto della diversità.
Quale futuro si prospetta ai giovani?
Penso che noi siamo tutti seduti su una bomba che è la condizione giovanile, di cui nessuno si preoccupa, se non a livello marginale. Quella attuale, è un epoca che non offre occasioni ai giovani dai quindici ai trenta anni, quando sappiamo che è in questa fascia d’età che si esprime il massimo della forza biologica, intellettuale, sessuale, e quindi procreativa. In definitiva, siamo in una società che non organizza il massimo della sua forza e ostacola i giovani nel perseguimento del proprio miglioramento.
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di LEONARDO BUTELLI
e CHIARA COPPOLA
Benasayag, come definirebbe i giovani d’oggi?
«Il fenomeno culturale sociale e storico in cui si muovono i giovani oggi, è un contesto molto particolare perché si oppone a tutto ciò di cui la gioventù è portatrice. Cioè la fede, la speranza nell’avvenire. Voglio dire che il nostro è un contesto che sistematicamente demolisce ogni possibilità di crescere, di svilupparsi, di maturare, in una sorta di fiducia, in una sorta di ottimismo necessario perché la giovinezza si possa svolgere. Quindi la gioventù di oggi è fortemente marcata da questa specie di minaccia».
Qual è il loro atteggiamento nei confronti della vita e da dove viene?
«Non possiamo pensare alla gioventù senza farci carico dei loro rischi o della loro trasgressione, parlo di trasgressione non di perversione. Ora, in un mondo che ha paura, che si irrigidisce sempre di più, ciò che è proprio della natura e dell’essenza della gioventù è vietato. Perché ipso facto si dirà che qualcuno che trasgredisce è un terrorista, o è un perverso. Capite? Allora la parola chiave che userei volentieri per superare il rischio di confondere trasgressione con perversione è esplorazione e ogni società ha bisogno dei giovani che esplorano, più lontano con il rischio di farsi male, di ferirsi».
Gli adulti temono il conflitto coi giovani. Da cosa dipende?
«È appena uscito tradotto in Italia da Feltrinelli il mio ultimo libro scritto in collaborazione con Angelique Del Rey, (Elogio del Conflitto), dove sostengo la tesi che viviamo in una società che non tollera il conflitto e che tende ad averne una visione negativa. Di conseguenza, si cerca di debellarlo, reprimerlo. Il conflitto invece è interno a noi stessi, e nasce nelle relazioni che instauriamo con gli altri; il conflitto è in rapporto alla vita. Penso allora che per aiutare le famiglie a tutti i livelli sia necessario dare voce ai propri conflitti, così facendo si aiutano i giovani a far divenire il conflitto un dato positivo e di conseguenza portatore di vita».
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IL BANDO
“Scrivi a Osvaldo”
Concorso giornalistico riservato agli alunni delle scuole superiori della provincia di Lucca
Organizzato dalla Provincia di Lucca, Servizio Politiche Sociali e Sport, in collaborazione con il Ceis (Centro Italiano di Solidarietà) di Lucca, il Cesdop (Centro Studi e Documentazione Provinciale sulle dipendenze e l'emarginazione), la Commissione Giovani Provinciale e con il quotidiano “La Nazione” di Lucca
PREMESSA
La Provincia di Lucca, Servizio Politiche Sociali e Sport, in collaborazione con il Ceis (Centro Italiano di Solidarietà) di Lucca, il Cesdop (Centro Studi e Documentazione Provinciale sulle dipendenze e l'emarginazione), la Commissione Giovani Provinciale e il quotidiano “La Nazione” di Lucca, bandisce un concorso riservato agli alunni delle scuole superiori della provincia di Lucca.
L'intento è quello di promuovere la partecipazione dei giovani alla vita della comunità, favorendo occasioni di riflessione su temi di loro interesse facendo emergere il loro punto di vista, necessario per favorire uno scambio con il mondo degli adulti e delle Istituzioni e per incoraggiare una cittadinanza attiva e responsabile.
Il concorso giornalistico si inserisce in un progetto più ampio che ha previsto la realizzazione della trasmissione Osvaldo quale occasione di incontro e confronto tra i giovani ed esperienza nel mondo della comunicazione, televisiva e interpersonale. I ragazzi coinvolti sono diventati protagonisti di un talk-show televisivo in cui si sono sviluppati momenti di riflessione su tematiche di loro interesse e in cui hanno avuto la possibilità di osservare da vicino le modalità di realizzazione di uno dei tanti prodotti di cui usufruiscono quotidianamente diventando, da spettatori passivi, protagonisti e attori del piccolo schermo. Naturalmente nel rispetto delle loro inclinazioni e delle loro volontà, sollecitando la loro libertà di espressione e aiutandoli a far emergere considerazioni personali e ad esprimere il proprio punto di vista.
Gli argomenti trattati nelle 12 puntate della trasmissione Osvaldo sono oggetto del presente concorso giornalistico; per ciascun tema sarà selezionato, da parte di una Commissione appositamente preposta, il migliore elaborato: l’autore riceverà in premio la pubblicazione del suo articolo sulle pagine de “La Nazione Lucca”, e un ipod nano. Inoltre gli altri articoli verranno pubblicati sui seguenti siti: http://www.squarciagola.net/ e www.lanazione.it/lucca.
CHI PUO' PARTECIPARE AL CONCORSO
Gli alunni delle Scuole Superiori della Provincia di Lucca, che partecipano singolarmente e non come classe.
TEMI SU CUI PRESENTARE GLI ELABORATI
Ciascun partecipante potrà inviare uno o più elaborati che trattino ciascuno un tema scelto tra gli argomenti affrontati nelle 12 puntate della trasmissione televisiva “Osvaldo”. I temi sono:
1- Dipendente? Io? – l’uso di sostanze psicotrope tra i giovani
2- Lost in Lucca. Dove si va stasera? Gli spazi per i giovani nella propria città
3- Ghost in Lucca. Chi scrive sui muri? I linguaggi giovanili e le scritte sui muri
4- Genitori e figli.
5- Lust for life. Come ci vestiamo? Cosa Consumiamo? Dove ci porta il nostro stile di vita?
6- Too sex or not too sex? E’ vero che giovani lo fanno sempre di più?
7- Clockwork Orange: la violenza nella nostra vita e nel mondo di oggi
8- Le due metà del cielo: donne e uomini possono convivere?
9- Io e il mondo: esiste un futuro? Alla scoperta dei legami solidali tra le persone.
10- E’ tutto intorno a noi? Come le nuove tecnologie cambiano i nostri rapporti
11- Finalmente sabato. Tutte le follie della sera più attesa.
12- L’amore conta? Innamorarsi oggi.
MODALITA' DI PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI
Ciascun partecipante potrà inviare uno o più elaborati che trattino ciascuno un tema scelto tra quelli sopra elencati. Ciascun elaborato non potrà superare le 1800 battute compresi gli spazi, nel caso in cui non vengano rispettate tali misure la Commissione potrà escludere il testo. Per esigenze di impaginazione, il testo pubblicato potrebbe essere ridotto rispetto all’originale, pur mantenendone il senso e il messaggio.
Il materiale dovrà essere inviato alla Provincia di Lucca Servizio Politiche Sociali e Sport (Cortile Carrara, 55100 Lucca) entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 14 ottobre 2008, con le seguenti modalità:
- una copia in formato FILE di testo (per es. WORD) trasmessa all’indirizzo di posta elettronica osvaldo@squarciagola.net;
- una copia stampata su carta da presentare presso l’Amministrazione Provinciale, Ufficio Protocollo1, consegnata a mano o inviata tramite posta che dovrà arrivare entro e non oltre il giorno 14 ottobre 2008 alle ore 12,00. Non saranno ammessi gli elaborati che perverranno dopo tale termine, anche se inviati a mezzo posta.
Ciascun elaborato inviato dovrà essere accompagnato tassativamente dalle seguenti informazioni:
– NOME E COGNOME, codice fiscale dell'autore
– DATA DI NASCITA E RESIDENZA
– SCUOLA DI APPARTENENZA con specificata la classe e la sezione di riferimento.
COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE GIUDICANTE
Gli elaborati verranno valutati a giudizio insindacabile della commissione che sarà composta nel seguente modo:
Dott.ssa Rossana Sebastiani Dirigente del Servizio Politiche Sociali e Sport della Provincia di Lucca, o suo delegato;
Remo Santini, Capo Servizi de “La Nazione” di Lucca, o suo delegato;
Leonardo Butelli giornalista del Ceis;
Anna Benedetto giornalista e responsabile della redazione della trasmissione “Osvaldo”;
Isabella Arbuatti e Daniele Marchi quali referenti della Commissione Giovani Provinciale.
PREMI
Per ciascun tema sarà selezionato il migliore elaborato: l’autore riceverà in premio la pubblicazione del suo articolo sulle pagine de “La Nazione Lucca” e un ipod nano. Una menzione speciale sarà assegnata ad un elaborato particolarmente meritevole, il cui autore riceverà una penna usb. La premiazione avverrà presso Palazzo Ducale, sede della Provincia di Lucca, al termine del concorso.
La partecipazione al concorso implica l'autorizzazione alla pubblicazione dell'elaborato sulle pagine de “La Nazione Lucca”, sui siti della nazione, su www.squarciagola.net e su qualsiasi altro sito, pubblicazione e iniziativa che l'Amministrazione Provinciale e gli altri Soggetti promotori intendano realizzare.
Per avere ulteriori informazioni sul concorso è possibile contattare l'Ufficio Politiche Giovanili al n. 0583/417701 o 0583/417208 dalle ore 9,00 alle ore 12,00
E' stata Villa Baldaccini a San Lorenzo di Moriano la suggestiva cornice per la tradizionale cena natalizia degli auguri. A fare gli onori di casa i proprietari della splendida dimora (spesso meta di Vip e giornalisti stranieri) Renzo e Nadia Baldaccini.