Vi è mai capitato di chiedervi... Cosa sarà successo lo stesso giorno di un anno fa? Ve lo diciamo noi. Esattamente l'1 settembre del 2007 accadeva che... In giunta si discute la possibilità di avere un difensore civico a Lucca. Altre denunce per scritte e sporcizia che imbrattano le Mura. Lucca è una delle prime province in Toscana per numero di precari: gli ultimi dati Inps parlano di circa 33mila lavoratori senza contratto a tempo indeterminato...
Lucca, 1 settembre 2008 - Chiamatela «piaga» sociale, chiamatela emergenza occupazionale. Usate la dizione che preferite ma, di fatto, quella di Lucca è una delle prime province in Toscana per numero di precari. Gli ultimi dati Inps disponibili parlano di qualcosa come 33mila lavoratori che non possono beneficiare di un contratto a tempo indeterminato. Un’occupazione fissa che, anche in una realtà a chiara vocazione industriale come la nostra, continua a essere una chimera per molti soggetti soprattutto giovani. L’aspetto più negativo sta nel fatto che l’«esercito» dei precari è, ogni anno, sempre più numeroso. Dal 2005 al 2006 il numero totale di lavoratori senza un impiego stabile è cresciuto del 6-7 per cento, arrivando appunto alla cifra considerevole di cui sopra, che rappresenta quasi il 20 per cento complessivo del dato regionale. «La situazione — commenta Gabriele Ciucci, responsabile del Nidl l’ufficio dedicato ai lavoratori precari della Cigl provinciale — è tutt’altro che rosea. I lavoratori precari sono sempre di più e l’evoluzione nel numero è un dato preoccupante. Con la legge 30, i lavoratori para-subordinati sono cresciuti, perché è aumentato il ricorso delle aziende nei loro confronti. Purtroppo la nostra è una delle province toscane che ha utilizzato maggiormente queste forme di assunzione in termini di quantità rispetto al totale della manodopera (autonoma e dipendente). Si parla di 33mila soggetti nel 2006, un numero doppio se confrontato a dieci anni fa. Sono le piccole e piccolissime imprese di svariati settori a usufruire di questi lavoratori. Commercio, servizi (sociale e assistenza alle persone), turismo e, naturalmente, industria manifatturiera (metalmeccanica, calzaturiera, plastica, nautica) hanno puntato sul precariato».
Giovani e immigrati sono le pedine più facili da muovere per chi offre un impiego. Dal punto di vista geografico è la Piana a registrare la massima concentrazione di precari. Tra le tipologie di contratto più frequenti quello «a progetto» che prevede spesso una collaborazione coordinata e continuativa (l’80 per cento dei casi) all’interno del quale c’è l’opzione dell’«associazione in partecipazione» e il contratto di collaborazione professionale che si accende con o senza partita iva (5%). Poi ci sono, anche in Lucchesia, i lavoratori con contratti a termine. «Di queste persone non abbiamo dati statistici — conclude Ciucci — ma possiamo affermare che ve ne siano alcune migliaia. Ad ogni modo la Cgil sta lavorando alla creazione di un Osservatorio locale sul precariato per monitorare questo delicato problema».
Diego Casali
Un po' di tempo fa il Comune di Lucca ha fatto disegnare una striscia gialla per terra in via Mazzini per indicare che un certo spazio era riservato alle ambulanze. Ma come vediamo in questa foto inviataci da un lettore, le ambulanze non trovano posto e sono costrette a parcheggiare... in seconda fila