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WEEKEND

Ma quante scoperte là dietro le spiagge

La Versilia è due mondi, divisi dalla statale 439: da un lato le spiagge, gli ombrelloni, i ristoranti affollati, la frenesia delle discoteche; dall'altro il silenzio di borghi, chiese e natura. E non dimentichiamo la Versilia interna, con paesi, colline e montagne da attraversare

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Toscana, weekend Versilia Versilia, 29 agosto 2008 - Il confine corre lungo la statale 439 (vero: ora si dovrebbe dire regionale), la Sarzanese-Valdera che tra ridere e scherzare si snoda ben oltre il limite dichiarato, scende giù e va a finire a Follonica. O lungo l’Aurelia, l’antica consolare che costeggia il Tirreno fin dopo i confini. Strade che separano mondi: salendo verso nord, a sinistra, l’atmosfera frenetica delle spiagge, i riti quotidiani dell’ombrellone, dei giochi, dei racchettoni, degli 'strusci' in battigia o in Passeggiata, per finire ai ristoranti affollati, ai locali fracassoni, alle discoteche tutte vita. A destra, il regno del silenzio, tutto un altro mondo: il mondo di Tirli e Montepescali, di Scarlino e Gavorrano; della dolce 'collana' da Bibbona a Montescudaio attraverso Casale Marittimo e Guardistallo, e poco più a nord Rosignano Marittimo e il Gabbro, e ancora le delizie della Val Graziosa.

 

E infine, la Versilia interna. Paesi, colline, montagne: sopra Gombitelli, poche case appollaiate in cima a un poggio alla fine di una strada da stambecchi (e dove ancora pochi anziani ricordano una strana lingua che non è né italiano né tedesco ma ha dell’uno e dell’altro), poco sopra Gombitelli cominciano le Apuane, dapprima dolci e boscose poi sempre più irte di roccia ma comunque affascinanti. E già il monte Prana, sorgente della Catena, offre agli escursionisti tragitti da favola in mezzo ai boschi.

 

Si va fino a Camaiore; e ci si va anche dal poggio che sopra Stiava si arrampica per Bargecchia, Corsanico, il Pedona: Bargecchia, già, la torre bianca che si vede fin dal mare, e racchiude le campane del 'concerto' di Tosca... E’ la strada che ha già incrociato Quiesa, e prima ancora i ricordi di Mario Tobino (e magari ha permesso una deviazione sulla sponda meno famosa, ma forse più fascinosa, del lago di Massaciuccoli), e poi Bozzano e Massarosa: e lassù, sopra i colli, basta qualche chilometro per andare a caccia di tesori splendidi, uno per tutti l’antica Pieve di San Pantaleone a Elici o, poco più in là, quella di Corsanico con lo splendido organo antico, e via andare per pievi antiche, ormai millenarie, se si vuole seguire questa traccia: a Camaiore c’è quella dedicata ai santi Stefano e Giovanni Battista, poi a Valdicastello quella dei Santi Giovanni e Felicita. E andando per chiese siamo già sotto il portale delle splendido Duomo di marmo di Pietrasanta, in piazza San Martino, con il campanile rosso di mattoni e la Tore delle Ore. E’ il regno dell’arte, la 'piccola Atene': Pietrasanta, cittadina elegante, bei negozi, belle strade dove si passeggia e volentieri si sorride. Ma nel frattempo sarà stato così anche a Camaiore, dove non si può perdere una visita all’antica Badia, luogo di tappa sulla Francigena, ma nemmeno rinunciare a una puntata verso Lombrici e Candalla, pochi chilometri per trovarsi in un mondo antico, i ruderi dei mulini, le fresche pozze del torrente, i sentieri nei boschi.

 

Avanti, senza dimenticare i paesini alle spalle di Massa (San Carlo, che terrazza) e Carrara (Colonnata), fino a Fosdinovo. E’ 'il' castello, come tutti ce lo immaginiamo da sempre. Chiedere a Dante, per esempio.
paolo.pellegrini@lanazione.net.










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LA FOTO DEL GIORNO

piatti

A Cristina Martini il premio "Forte Magazine"
con il piatto Doc "pasta e fagioli scritti"

In tema di prodotti Doc, casca proprio a... fagiolo il premio speciale al concorso «A tavola sulla spiaggia», assegnato dalla giuria presieduta da Beppe Bigazzi per la valorizzazione dei prodotti toscani Dop: ha vinto la concorrente lucchese Cristina Martini Farnesi (nella foto) con una semplice «pasta e fagioli scritti», ricetta che le è stata tramandatata dalla nonna. Oltre alla targa d’argento le è stato assegnato il premio «Forte Magazine», una scultura del maestro Armen Agop, giovane artista emergente.