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ACCADEVA UN ANNO FA...

Minacciato tifoso rossonero: «Togliti quella maglia»

Vi è mai capitato di chiedervi... Cosa sarà successo lo stesso giorno di un anno fa? Ve lo diciamo noi. Esattamente il 21 agosto del 2007 accadeva che... Durante la messa della domenica un giovane parla dal microfono con una maglietta con l’effigie di Mao, e scoppia la polemica. Un'inchiesta testimonia che un’auto su sette sosta senza permesso sulle strisce gialle riservate ai residenti. Un tifoso rossonero viene minacciato per la sua maglietta del gruppo dei Bulldog... 

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Lucca, 21 agosto 2007 - Poteva finire assai peggio di come, effettivamente è andata. Una disavventura a sfondo calcistico che ha avuto come protagonista involontario un ragazzo di 14 anni colpevole solo di essere un sostenitore rossonero e, con lui, tre amiche adolescenti: tutti e quattro in vacanza a Viareggio, al mare, e, al momento dell’inqualificabile episodio, intenti a passeggiare nella pineta del Marco Polo. «Saranno state le 17,30 del 16 agosto — racconta il padre del giovane supporter rossonero, titolare di un negozio nel centro storico — quando mio figlio, che ha poco più di 14 anni e che si trovava in pineta al Marco Polo con tre amiche, ha incrociato un giovane sulla ventina d’anni, che lo ha fissato a lungo. Mio figlio indossava una maglietta nera del gruppo di tifosi Bulldog. L’adulto ha tirato innanzi, ma lui ha capito subito che quel ragazzo aveva notato la maglietta. Così ha pensato bene di togliersi la maglietta e di consegnarla a un’amica che se l’è infilata nella borsetta». I quattro amici stavano per abbandonare la pineta quando sono stati bloccati da alcuni giovani, presumibilmente viareggini.

 

«Quello che aveva incrociato mio figlio — continua il genitore — gli ha domandato dove avesse messo la maglia visto che quello era loro "territorio" e che non dovevano presentarsi con quel tipo di abbigliamento. Le tre ragazze, soprattutto, erano spaventate. Mio figlio ha provato a tergiversare e a guadagnare tempo, ma non c’è stato verso. Dalle parole sono passati alle minacce e ai fatti. Senza tanti preamboli hanno strappato la borsetta ad una delle ragazze e, dopo averla aperta, si sono impossessati della maglietta, quindi se ne sono andati, fortunatamente senza picchiare nessuno. Ovviamente i quattro "aggrediti" non hanno potuto fare altro che sottostare alla violenza e tornarsene a casa. Io non ho voluto presentare denuncia soprattutto perché tanto so come vanno a finire queste cose. Magari poi succede che se la prendono con mio figlio con conseguenze ben peggiori. Trovo, però, che si tratti di un episodio vergognoso che la dice lunga sul clima di intimidazione esistente nel mondo del calcio. In fin dei conti uno non può nemmeno essere tifoso della propria squadra che viene sistematicamente intimorito. Mi consolo solamente pensando che, visti i tempi e i precedenti, poteva anche andare peggio». E’ da escludere che nelle prossime ore il genitore si decida a presentare querela contro ignoti, anche perché l’episodio configura un reato di natura penale che è quello del furto aggravato se non, addirittura, della rapina. Andando indietro nel tempo le situazioni critiche tra le due tifoserie, quella viareggina e bianconera e quella lucchese rossonera, non sono mancate. Era, però, parecchio tempo che non si registrava qualcosa del genere.










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