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LA CITTA' IN LUTTO

Commosso addio a don Maggini

Una folla silenziosa, composta e contrita di dolore per una perdita dal valore inestimabile. Autorità civili e religiose e tanti concittadini hanno partecipato ieri mattina nella cattedrale ai funerali di Monsignor Emilio Maggini scomparso nella notte di venerdì dopo una brutta malattia

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MAGGINI Lucca, 13 agosto 2008 - A risuonare, in una San Martino listata a lutto, sono state le magnifiche note e le melodie dei canti della «Cappella Santa Cecilia» di cui Don Maggini era stato per tanti anni il direttore artistico. Il sacerdote era nato a Gombitelli (nel Comune di Camaiore) il 18 settembre del 1926, aveva studiato nel Seminario di Lucca per poi formarsi con i Maestri Federighi, Bartolucci, Pratali e Borlenghi, diplomandosi in composizione e in musica corale e direzione di coro ai conservatori di Firenze e Foggia.
 


Il rito funebre è stato presieduto dall’arcivescovo Italo Castellani e concelebrato da molti sacerdoti della diocesi. A salutare per l’ultima volta Don Maggini c’erano anche molti laici che in questi anni lo hanno conosciuto e apprezzato per la sua grande carica spirituale e umana. Importantissima la sua opera in ambito musicale nella nostra città.
 


Dal 1949 ai primi anni novanta aveva anche ricoperto l’incarico di organista della cattedrale. Poi, nel 1963, aveva fondato la Sagra Musicale attraverso la quale ha portato nelle chiese della città i più importanti organisti e complessi corali e orchestrali del mondo facendo conoscere e apprezzare a migliaia di persone le più significative composizione del repertorio musicale sacro. Dal ’65 era stato organista e direttore artistico della Cappella Musicale «Santa Cecilia» della Cattedrale che ha sempre accompagnato in numerosi concerti anche in Europa e negli Stati Uniti. Don Maggini ha composto sei Mottettoni per la Santa Croce.










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Diminuisce il numero di turisti, ma aumentano i giorni di permanenza

Lucca è ormai diventata mèta del turismo di qualità. Diminuisce il turismo "mordi e fuggi", ma cresce la percentuale di visitatori attenti ed interessati a conoscere più affondo le bellezze della città. Secondo le cifre fornite dalla Provincia, infatti, «l’aumento dei giorni di permanenza riguarda il settore extralberghiero, ossia bed & breakfast, affittacamere e agriturismi, che ha raggiunto un +16,4%, compensando la lieve contrazione di arrivi (-2,2%)».