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D'Alessandro: "Il Summer può fare il salto di qualità"

E’ ancora forte l’emozione suscitata dal concerto di Leonard Cohen, che domenica sera ha chiuso il Summer Festival 2008. I bilanci consuntivi incombono ma Mimmo D’Alessandro, organizzatore della manifestazione, come è giusto, ha già un piede nel 2009

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SUMMER Lucca, 29 luglio 2008 - Per Cohen si sono visti in tribuna, tutti insieme, per la prima volta, il sindaco, il presidente della Provincia e quello della Regione. Solo un caso o finalmente anche la Regione si è accorta del Summer?
«Credo proprio di sì. Il presidente Martini è stato coinvolto da Alan Friedman, che sta facendo tanto per il festival, a iniziare dal progetto del Comitato pro-Summer che partirà a breve. Martini è rimasto favorevolmente colpito dalla location, dall’organizzazione e dalla resa dello spettacolo. Anzi si è sentito un po’ in colpa, per non essere mai venuto prima. Abbiamo parlato molto, insieme al sindaco e al presidente della Provincia e credo che l’anno prossimo anche la Regione sarà con noi».
E’ già in programma un incontro ufficiale?
«Sì, oggi in Regione, a Firenze. Ci saranno anche il presidente Baccelli e l’assessore Bandoni. Ma già domenica sera abbiamo concordato una collaborazione, vedremo in quale modo strutturarla».
Si prospetta una svolta storica?
«Spero di sì. Il festival deve diventare istituzionalmente della città e solo così può fare il definitivo salto di qualità a livello europeo. Credo che Lucca non possa che riconoscerci quanto da 11 anni stiamo facendo per la città. E mai come quest’anno Comune e Provincia si sono impegnati per la migliore riuscita del festival. Per questo devo ringraziare però anche le forze dell’ordine e il prefetto. dottor Carmelo Aronica, che non solo ci sopporta... in casa sua, ma che ha anche assistito a diversi concerti».
Cosa vuole dire ai lucchesi che non approvano il Summer?
«Il festival è invidiato in tutto il mondo. Gli artisti impazziscono all’idea di suonare qui e dall’estero i turisti arrivano sempre più numerosi. Sono convinto che se facessimo una promozione più capillare all’estero, con pacchetti viaggio-soggiorno, riusciremo a vendere così anche l’80% dei biglietti. I tanti colleghi promoter stranieri, che erano a Lucca per Cohen, sono rimasti senza parole e ci hanno fatto i complimenti, certo ben invidiosi. Chi parla male del festival o è in malafede o è incapace di provare emozioni grazie alla musica. Alla fine, non vuole bene alla città».
Cosa risponde invece alle critiche sul cast poco «popolare»?
«Ho costruito il cartellone intorno al nome di Leonard Cohen e dunque ho dovuto tenere conto della qualità degli ospiti: ho l’unico rimpianto di non essere riuscito ad avere Franco Battiato, ma per il resto rifarei esattamente questo cast. Se noi proponiamo un nome, chi non lo conosce dovrebbe essere invogliato a vederlo, fidandosi della nostra scelta. Lo ha fatto anche un artista affermato come Biagio Antonacci e questo gli fa onore. Anche se Cohen è una leggenda della musica, molti sono venuti a vederlo senza conoscerlo a fondo. E ne sono rimasti affascinati. Stanno arrivando decine e decine di telefonate e di mail in sede,per ringraziarci di questo spettacolo. Ma è accaduto anche per altri concerti, per esempio, Erykah Badu. Mi piacerebbe che la gente criticasse solo dopo aver assistito a uno spettacolo. Solo così si cresce, conoscendo artisti nuovi: questo sarà sempre il nostro obiettivo. Se poi potremo avere anche nomi più di massa, ben vengano, ma senza snaturare la qualità».
C’è stato anche un calo di spettatori?
«Sì. Comunque sono soddisfatto dei risultati: abbiamo avuto, per ogni artista, più spettatori qui che nelle altre date. Solo per Alicia Keys, che era poi la più conosciuta, mi aspettavo qualcosa di più».
Gli artisti, invece, a Lucca danno sempre il meglio...
«Leonard Cohen ha detto che siamo fortunati a vivere in una città come questa. E lui non si sbilancia mai... Tutti avvertono una energia unica, frutto della magia della location e di chi si trova qui».
E il prezzo dei biglietti?
«Il festival è costato due milioni di euro. Se ci saranno altri enti o sponsor a sostenerlo, potremo pensare di abbassare i prezzi, altrimenti devono rispondere al mercato. Noi siamo una piccola realtà indipendente e non una multinazionale della musica».
Anticipazioni sul Summer 2009?
«Intanto devo rendermi conto su quali forze potrò contare. Ci sarà sicuramente una grande star internazionale e un cast di qualità a contorno. Sto lavorando a un super-gruppo internazionale in esclusiva e voglio dedicare due serate alle band lucchesi».
Il palco del Summer ospiterà (martedì 29 luglio, ndr) un concerto pucciniano organizzato dal Comune. Un altro segno importante per Lucca?
«Siamo stati ben felici di prestare il palco all’amministrazione, che ci è stata vicina. La serata di Ennio Morricone, con l’inedito. omaggio a Puccini, è stata un’altra testimonianza della nostra sensibilità».

Paolo Ceragioli










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