Il sindaco Mauro Favilla sta cercando di traghettare il calcio lucchese dall’anonimato in cui è precipitato alla serie D. Lo sta facendo con la sua consueta e proverbiale serenità d’animo e di giudizio, consapevole di ciò che è accaduto, ma anche di ciò che potrebbe accadere
Lucca, 28 luglio 2008 - L’amministratore unico della Lucchese targata Fouzi Hadj ha annunciato che questa mattina sarà depositato il ricorso al Tar contro il Comune.
«Stanno perdendo tempo secondo me. Io revoco la deliberazione della giunta del 18 luglio, contenente la revoca dell’utilizzo dello stadio alla Lucchese e la nuova assegnazione allo Sporting Lucchese. Poi ne farò un’altra in cui revocherò per gravi motivi la convenzione stipulata con la Lucchese e per gravi motivi intendo il non essere stati capaci di mantenere la squadra nella sua categoria. Successivamente, vedremo a chi assegnare lo stadio. Quanto a Fouzi Hadj, nella revoca si parlava di fatti gravi e per me, lo ripeto, la non iscrizione della società nel campionato cui aveva diritto, ossia la C1 e la scomparsa dal calcio professionistico, sono fatti più che gravi, gravissimi».
Lei sta incontrando diversi gruppi interessati a riportare in auge il calcio a Lucca.
«E’ vero. A cominciare da Carruezzo il quale, tuttavia, con il suo avvocato mi ha fatto sapere prima di non potermi incontrare, poi non potevo io, alla fine ci vedremo nel pomeriggio di domani (oggi ndr). La cordata di Viareggio ha riaffermato il proprio interesse così come ha fatto il gruppo capitanato da Cipriano al quale sono legati alcuni imprenditori del gruppo Stadium. Questo interlocutore dà per scontato la realizzazione del nuovo stadio, poiché tutta l’attività che ci graviterebbe intorno consentirebbe alla Lucchese di autofinanziarsi e di avere, dicono, un reddito garantito per venti anni. Ovviamente lo stadio comprenderebbe multisala, negozi, strutture per ospitare eventi di sport e spettacolo a un certo livello».
I tempi sarebbero piuttosto lunghi.
«Diciamo che ci vorranno almeno sei mesi per definire le cose con il consiglio comunale. Poi altri quattro anni per la realizzazione pratica della struttura».
Che fine farebbe il Porta Elisa?
«L’impianto ha un valore storico imprescindibile, per cui non potrebbe essere realizzato alcunché di più di quello che c’è già. Al massimo verranno effettuati i lavori già previsti».
E’ rimasto deluso dal comportamento di Fouzi Hadj?
«Più che deluso direi perplesso. Uno che dimostra di avere delle difficoltà nel pagamento delle scadenze normali di gestione, come farebbe a tirare fuori centinaia di milioni di euro per costruire lo stadio?».
Il presidente Hadj sostiene che a ottobre 2007 lui venne a trovarla e le disse che non ce la faceva più economicamente a gestire la società e chiese aiuto.
«E’ vero, lo ha fatto anche in questi ultimi tempi e io ho provato a fare qualcosa. Ad esempio ho avuto alcuni incontri con le banche, le quali, però, mi hanno ripetutamente detto che non se la sentivano di assicurare finanziamenti e anticipazioni a una persona implicata in vicende giudiziarie. Ripeto, non c’erano dubbi sulle capacità di rientrare dei soldi concessi, né il rifiuto di prendere in considerazione le garanzie personali del presidente rossonero. Non era un problema di perdita di chissà quale somma di denaro, quanto piuttosto di immagine per i problemi giudiziari che l’uomo stava attraversando».
Questa guerra tra il Comune e la Lucchese Libertas 1905 di Fouzi Hadj non potrebbe portare alla non iscrizione di alcuna squadra in serie D e alla iscrizione di due squadre in una categoria ancora più bassa?
«Il rischio c’è, ma non importa. Diciamo che ci sono buone probabilità per il Comune e la propria società. Io non voglio danneggiare il signor Hadj, ma non posso lasciare che egli abbia il coltello dalla parte del manico. Quando lui dice che vuole prendere la serie D e poi cedere la società, bisognerebbe fare qualche precisazione. Nelle norme federali c’è scritto che il titolo sportivo non può essere oggetto di valutazione economica. Inoltre non è previsto che la Lega accetti la cessione del ramo d’azienda. Infine, anche una cessione del ramo d’azienda, nel caso di dissesto finanziario della Lucchese Libertas, non salva la nuova società dalla reviocatoria. Infatti il giudice non avrebbe alcuna difficoltà a revocare il tutto. Di fronte a questa cosa è meglio, allora, non fare nulla».
Di sicuro per definire la situazione così da sapere chi sarà a iscriversi al nuovo campionato, occorrerà attendere qualche altro giorno. La «guerra» tra amministrazione comunale e Lucchese Libertas 1905 ha, ovviamente, radici recenti e, soprattutto, trova fondamento in quella convenzione stipulata quando ancora i rossoneri erano nel calcio che conta. Favilla ha ricevuto garanzie di un certo tipo a Roma, questo è ovvio, altrimenti non sarebbe così categorico. Quanto al presidente Hadj, per lui è fondamentale riuscire a iscrivere la società in serie D, sia per una questione di immagine — già completamente deteriorata — sia per una questione economico-finanziaria. In caso di sconfitta, Hadj potrebbe al massimo iscrivere una squadra in terza categoria, con tutto quel che ne consegue. Restano poi in piedi le vicende legate al recente blitz della Guardia di Finanza e alle possibili indagini portate avanti dagli organi giudiziari. Si tratta di una partita che si gioca sul filo di lana e in tempi ristrettissimi. Le cordate che si sono fatte avanti dovranno dimostrare di avere una robusta consistenza e altrettanta affidabilità. Da non sottovalutare che i tifosi sono particolarmente attaccati, a livello affettivo, al vecchio nome «Lucchese Libertas 1905» il cui numero di matricola in Figc è, da sempre, lo stesso.
Aldo Grandi
E dopo l'appuntamento con Mick Hucknall, il "Summer Festival 2008" continua a darci grandi emozioni. Sabato 26 luglio il palco di piazza Napoleone ospiterà i Chicago, la storica band dai ritmi blues, pronta a regalarci una serata indimenticabile