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Incontro dei sindacati con la Fondazione CRL
Apprezzata la scelta di investire in Ducato

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e il Banco Popolare hanno sottoscritto, l’11 luglio 2008, un accordo che prevede l'ingresso della Fondazione nel capitale sociale della joint venture che nascerà tra Banco Popolare e Sofinco nel settore del credito al consumo a seguito dell'aggregazione tra Agos e Ducato, con un investimento pari a 215 milioni di euro per l'acquisto dal Banco Popolare di una quota del capitale sociale della joint venture pari a circa l'8%

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Cassa di risparmio Lucca, 22 luglio 2008 - Nella nota della OO.SS. Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno e OO.SS Ducato si legge che al termine dell'operazione, il capitale sociale della joint venture sarà detenuto per il 61% da Sofinco, per circa il 31% da Banco Popolare e per circa l'8% dalla Fondazione. Ne deriva quindi che la Fondazione della Cassa ha avuto un ruolo importante nell’operazione di patrimonializzazione che il Gruppo Banco Popolare sta perseguendo. A seguito di questi ultimi avvenimenti il 18 luglio 2008 le OO.SS. hanno avuto un incontro con i massimi esponenti della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca per avviare un approfondimento circa le prospettive e le garanzie riguardanti la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, Ducato e Centro servizi di Guamo, nonché dei loro dipendenti . L’ing. Giurlani, in qualità di presidente della Fondazione, ha spiegato alle OO.SS. che l'operazione consentirà di rafforzare ulteriormente i rapporti tra la Fondazione (che già detiene oltre il 20% del capitale della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno) ed il Banco Popolare, e prevede inoltre la possibilità di prolungare gli accordi già in corso tra le parti sino al 2012, che riguardano le attività del gruppo in Toscana quali la Cassa di Risparmio di Lucca Livorno spa, Ducato spa e Polo Servizi di Guamo, oltre a rafforzare la capacità di intervento della Fondazione sul territorio.

 

A fronte di queste dichiarazioni del presidente della Fondazione Giurlani, le rappresentanze sindacali di credito, Fabi, Falcri, Fiba Cisl e Fisac Cgil della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, insieme con rappresentanti sindacali della Ducato spa, hanno espresso il loro pieno apprezzamento per un’importante assunzione di responsabilità della Fondazione in una fase decisiva per la futura struttura della società di Lucca che occupa sul territorio oltre 180 persone. Le OO.SS., in particolare, hanno richiesto che la Fondazione intervenga anche per favorire la stabilità di questi posti di lavoro di fronte a progetti di integrazione che rischiano di produrre per il personale interessato gravosi processi di mobilità professionale e territoriale ed un peggioramento normativo e salariale. Sarebbe un’ulteriore danno per l’economia di questo territorio che si vedrebbe espropriato proprio di una delle realtà con maggiori potenzialità di sviluppo.

 

I Sindacati, si legge ancora nella nota della OO.SS. e OO.SS Ducato, hanno inoltre espresso all’ing.Giurlani la loro preoccupazione per la mancanza di una reale autonomia della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno spa rispetto alla Capogruppo Banco Popolare, che determina incapacità di affrontare con il sindacato i problemi complessi e specifici dei lavoratori dell’azienda, come l’organizzazione del lavoro, il mancato rispetto degli accordi sottoscritti e le crescenti tensioni nelle relazioni sindacali, legate in primo luogo alla resistenza aziendale nella contrattazione di secondo livello. Una resistenza del tutto anomala, a fronte di una situazione di alta produttività dell’azienda e minori costi del personale rispetto alla media del Gruppo e di settore.

 

Le OO.SS. hanno anche richiamato le tensioni prodotte da un sistema incentivante disgregante, con obiettivi e premi separati per ruoli professionali, del tutto estraneo alla reale organizzazione della Cassa basata sulla coesione all’interno delle filiali e sulla cooperazione tra gli addetti al di sopra dei ruoli specifici. Si preferisce così intensificare ulteriormente le pressioni sulle vendite alla clientela stanziandovi risorse veramente ingenti mentre si negano le disponibilità necessarie per aumenti economici per tutti i lavoratori che concorrono giornalmente alla solidità della banca e a una buona e duratura fidelizzazione della clientela.
 










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