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L'ALLARME

Agricoltura: prezzi aumentati, redditi diminuiti

"Così non va". È l'allarme della Cia toscana, ci vuole più agricoltura nel futuro. "I prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28 per cento dal 2000 al 2007, mentre i redditi degli agricoltori sono diminuiti, nello stesso periodo del 18 per cento (contro un +16/% della media europea). Insomma, per l'agricoltura toscana, i conti non tornano"

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Agricoltore al lavoro Toscana, 7 luglio 2008  - "Così non va". È l'allarme della Cia toscana, ci vuole più agricoltura nel futuro. "I prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28 per cento dal 2000 al 2007, mentre i redditi degli agricoltori sono diminuiti, nello stesso periodo del 18 per cento (contro un +16/% della media europea). Insomma, per l'agricoltura toscana, i conti non tornano".

 

Nel 2007 sono aumentati i costi di produzione del 6% - spiega ancora la Cia-è aumentata l'incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attività agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre più, le imprese.
 

 

"Così non va - spiega Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, citando uno slogan che riunisce una serie di iniziative della Confederazione - serve un progetto strategico per lo sviluppo del settore, e serve anche un nuovo patto tra agricoltura e società. La situazione purtroppo è di estrema difficoltà ed è generalizzata in tutta la regione - aggiunge Pascucci -, non ci sono differenze sostanziali nelle diverse zone della regione, la preoccupazione degli agricoltori è omogenea. Il Piano di sviluppo rurale può essere una spinta alla ripresa e all'ammodernamento delle strutture, ma da solo non sarà sufficiente per risolvere i problemi, che vanno dal caro gasolio al calo di consumi".

 

La nostra agricoltura ha bisogna di rinnovarsi,  "solo così - sottolinea la Cia - potrà essere competitiva sui mercati".  Forte preoccupazione poi sul fronte burocrazia, che strangola letteralmente le aziende: basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all?anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anzichè per lavorare nei campi.

 

"Quello che propone la Cia Toscana - anticipa il presidente Pascucci -, partendo dalla prossima assemblea, è di ipotizzare e realizzare un futuro con più spazio per il settore agricolo. In primis per garantire delle produzioni alimentari di qualità, quindi per garantire lo sviluppo delle aree rurali e per migliorare la qualità della vita di quei cittadini che vivono in quelle aree. E inoltre è importante ricordare che grazie all'agricoltura si tutela l'ambiente e il paesaggio della Toscana".










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