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ACCADEVA UN ANNO FA...

Stefano Baccelli da un anno Presidente della Provincia

A volte capita di chiedersi: "Lo stesso giorno di un anno fa che cosa è successo?". Ve lo diciamo noi. Esattamente l'8 luglio del 2007 il presidente Stefano Baccelli festeggiava il suo primo compleanno alla guida della Provincia e concedeva un'intervista alla redazione de "La Nazione"

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Lucca, 8 luglio 2008 - Da un anno è alla guida della Provincia dove è stato eletto al primo turno per il centrosinistra. Abbiamo intervistato il presidente Stefano Baccelli, 42 anni il prossimo 16 luglio, per tracciare con lui bilanci e prospettive di questa sua esperienza amministrativa.


Dopo un anno da presidente a Palazzo Ducale, qual è il suo bilancio?
Nei primi mesi di mandato ho voluto conoscere e valutare le potenzialità professionali e umane dell’Ente Provincia e favorire, parallelamente, la coesione della maggioranza, stabilendo corretti rapporti istituzionali con l’opposizione. Un’amministrazione non governa con un presidente monocratico e autoreferenziale, ma costituendo una squadra coesa ed efficiente. Questo ha significato incontrare frequentemente dirigenti, assessori, consiglieri, rappresentanti sindacali, conoscere nel dettaglio l’attività dei servizi, conteggiare costi, ponderare le spese, cercare di modellare l’amministrazione sui reali bisogni dei cittadini.


I nodi chiave?
Uno dei punti fondamentali è stata la costituzione della nuova macrostruttura dell’Ente. Poi la scelta forte di procedere alla stabilizzazione del personale: entro tre anni saranno infatti stabilizzati 30 precari. Tra i vari interventi, è stato istituito un bando per l’erogazione dei fondi in modo da contribuire con maggiore responsabilità sulla distribuzione dei finanziamenti pubblici. Abbiamo avviato procedure più snelle sia per l’accesso agli atti sia per la trasparenza e sono stati istituiti i tetti massimi di spesa, a cominciare dalle spese di rappresentanza. Abbiamo portato a compimento diversi progetti, tra i quali la variante di Camporgiano, i nuovi ponti a Turrite Cava e a Rivangaio, i lavori del terzo lotto della variante di Ponte a Moriano e il sottopasso delle Cataratte in Versilia. In ambito turistico è stato attuato il coordinamento degli eventi culturali e della promozione, mentre in quello culturale il progetto Puccini per il 150° anniversario della nascita del Maestro ha costituito un metodo di coordinamento con i soggetti locali. Abbiamo favorito il ritorno dei Comics dentro le mura e il coinvolgimento di Palazzo Ducale nella manifestazione, un nuovo rapporto di collaborazione tra le Fondazioni Teatro del Giglio e Festival Pucciniano. Per lo sviluppo economico c’è stata la sottoscrizione del Pasl: un investimento di oltre un miliardo di euro, oltre all’assenso del Ministro di Pietro alla richiesta per un finanziamento pari a 254 milioni di euro per il potenziamento della linea ferroviaria Viareggio-Pistoia. E posso aggiungere un dato a livello personale?
Certo...
Ho avuto piena consapevolezza del mio nuovo ruolo istituzionale di controllo e verifica dei progetti e non più di volontario attivo quando mi sono trovato in missione di cooperazione internazionale in Sri Lanka. Uno stimolo per continuare a interpretare la vocazione alla solidarietà internazionale e all’integrazione delle culture del nostro territorio.


Difficoltà in questo anno?
Le difficoltà riguardano il processo decisionale: il ruolo di coordinamento e di programmazione proprio della Provincia comporta imprescindibilmente il rapporto con una vasta pluralità di Enti, complicando le decisioni e dilatando i tempi, oltre a provocare un disorientamento dei cittadini. La riduzione dei costi della politica dovrebbe partire da una chiara definizione delle competenze, in modo che i cittadini sappiano a chi attribuire meriti e responsabilità. Il problema più serio è stato il rispetto degli obiettivi del patto di stabilità. Il Bilancio di Previsione 2006 prefigurava un rischio concreto di sforamento. Siamo riusciti a "rientrare" grazie al contenimento della spesa corrente, a una diversa gestione delle entrate e alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale. I grandi investimenti sulla viabilità della precedente amministrazione hanno irrigidito il bilancio soprattutto nella dotazione di risorse per la spesa corrente e gli investimenti.


Quali sono i prossimi obiettivi della sua amministrazione?
Continuare sulla linea del contenimento dei costi della politica. Stiamo redigendo il nuovo piano provinciale dei rifiuti in sintonia con gli investimenti già fatti sulla raccolta differenziata, il Piano territoriale di coordinamento e il piano di sicurezza stradale che parte dalla prevenzione e dalla sensibilizzazione dei giovani e coinvolge i diversi settori, viabilità, sociale, polizia provinciale. E’ stato inoltre creato un tavolo tecnico politico sull’asse nord-sud, est-ovest e vogliamo dare nuovo impulso all’edilizia scolastica.


Ma passiamo al quadro politico più generale. Si aspettava questo risultato alle comunali?
No. Ho sempre pensato — ne rimango convinto — che quella di Andrea Tagliasacchi fosse un’ottima candidatura e che la sua esperienza di amministratore aperto alle proposte innovative per lo sviluppo della città lo ponessero in condizione di fare breccia nell’elettorato lucchese. Ritenevo inoltre che il conflitto all’interno del centrodestra che ha prodotto il fallimento dell’amministrazione sotto la guida del sindaco Fazzi con il conseguente commissariamento costituissero presupposti favorevoli per la vittoria del centrosinistra. Certamente ha inciso sfavorevolmente anche il quadro politico nazionale.


Il centrosinistra ha commesso qualche errore. Secondo lei sta facendo sufficiente autocritica?
Credo che il periodo giusto per le analisi debba ancora venire. Le sconfitte vanno assorbite, soltanto dopo si può passare a una analisi lucida, serena e oggettiva. Il dibattito sulla sconfitta non può essere tutto interno alla dirigenza dei partiti. Dobbiamo interrogarci su quanto non abbiamo saputo cogliere della sensibilità della nostra città. Penso che il centrosinistra debba recuperare iniziativa politica, considerare bisogni e urgenze dei cittadini, gli interessi dell’impresa e proporre loro progetti chiari, concreti e attuabili.


Ovvero?
Le questioni che destano la preoccupazione dei lucchesi sono la sanità, il crescente stato di disagio di ampi strati della popolazione, il senso di sicurezza e lo stato dei servizi di assistenza alle giovani coppie, alla famiglia, agli anziani. Il livello di preparazione che il sistema della formazione assicura alle future generazioni, la qualità della vita e dell’ambiente e evidentemente la capacità del nostro sistema socioeconomico di garantire sviluppo e benessere in un contesto di sempre maggiore competitività rappresentano altrettante priorità. Con ognuno di questi temi il centro sinistra deve misurarsi, porsi in ascolto e indicare interventi pragmatici.


Il risultato alle elezioni comunali avrà riflessi sugli assetti di Palazzo Ducale?
No. Dopo un anno di lavoro comune questa Giunta ha amalgamato le diverse sensibilità e sta producendo un metodo di governo finalizzato ad integrare le competenze delle deleghe verso l’attuazione del programma di mandato.


Nasce il Partito Democratico. Come giudica questo percorso anche a livello locale?
L’intervento di Veltroni al Lingotto mi pare abbia scongiurato il pericolo della cosidetta fusione fredda. Ha ridato uno slancio appassionato e ricco di contenuti alla prospettiva del Partito Democratico. A livello locale il successo di tanti giovani candidati alle comunali dimostra con quanta passione ed entusiasmo abbiano partecipato alla campagna e con quanto interesse il loro impegno è stato percepito dall’elettorato. Bisogna lasciare loro spazi aperti, non vanno strumentalizzati e tanto meno piegati a logiche partitiche o di corrente. Il Partito Democratico deve essere un partito che si costruisce attraverso i contenuti, accantonando i personalismi.










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