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ORDINE DEI MEDICI

Incontro per discutere i problemi del Pronto soccorso

Un’educazione sanitaria capillare e una migliore collaborazione con il territorio. Due obiettivi per garantire una maggiore appropriatezza degli accessi al pronto soccorso e conseguentemente decongestionarlo riducendo i tempi di attesa

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Lucca - 4 luglio 2008 - Questo è quanto emerso nel corso dell’incontro che si è tenuto giovedì sera nella sede dell’Ordine dei Medici in Via Guinigi, promosso dal presidente dottor Umberto Quiriconi  per rispondere ad un disagio che i medici del pronto soccorso hanno più volte espresso. Presenti al confronto: il dottor Alessandro Di Vito e altri medici del pronto soccorso, la dirigenza aziendale rappresentata dal direttore sanitario dottor Roberto Biagini e dal responsabile di zona distretto e direttore del dipartimento emergenza-urgenza dottor Lisandro Fava, il capo area del dipartimento chirurgico-cardiorespiratorio dottor Francesco Bovenzi, alcuni medici di famiglia in rappresentanza della categoria e alcuni consiglieri dell’Ordine. Un dibattito molto partecipato e ricco di contributi dove, innanzitutto, è stata messa in risalto una valutazione positiva dell’operato del pronto soccorso, grazie all’impegno e alla professionalità di tutti gli operatori sanitari e alla buona organizzazione interna del reparto.

 

La discussione si è poi trasferita sul problema dell’affollamento della struttura (causa di disagio sia per i cittadini che per i medici e gli infermieri) e sulle cause di questo problema. In primis la carenza di personale che l’azienda sanitaria si sta impegnando a colmare, come ha riferito il dottor Biagini, e la mancanza di spazi sufficienti per accogliere le urgenze (pochi posti letto), problema per cui è stato previsto un’adeguamento strutturale. La questione più importante, comune comunque a tutte le realtà toscane, è quella dell’eccessivo e spesso inappropriato ricorso alla struttura ospedaliera per problemi non urgenti, i cosiddetti ‘codici bianchi’, che dovrebbero e potrebbero già ora trovare risposta ed essere risolti nell’ambito della medicina generale. Molti medici di famiglia infatti lavorano in forma associata nella stressa struttura garantendo la loro presenza in ambulatorio per la maggior parte delle ore diurne. Per risolvere questi e altri problemi emersi nel corso del dibattuto sono state prospettate alcune soluzioni che dovranno vedere in prima fila la Asl, sollecitata ad impegnarsi in campagne di educazione sanitaria.

 

L’obiettivo è che il cittadino si rivolga in modo appropriato alle strutture sanitarie territoriali ed ospedaliere e sia informato sulla possibilità di accesso per le urgenze minori agli ambulatori dei propri medici di famiglia che a loro volta dovranno però essere liberati da richieste di prestazioni inutili. La Asl inoltre sta già lavorando per attivare percorsi assistenziali che portino i pazienti direttamente a prestazioni specialistiche urgenti all’interno dei reparti senza intasare il pronto soccorso. Il problema, come è stato più volte ribadito nel corso dell’incontro, per essere risolto necessita dell’impegno di tutti: dei cittadini maggiormente responsabilizzati, dei medici ospedalieri e territoriali che devono sempre di più collaborare fra di loro, ma soprattutto della Asl che deve impegnarsi in azioni concrete perché tutto questo si realizzi.

 

 










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LA FOTO DEL GIORNO

VINO

Strada del... "vino annacquato"

Qualcuno l'ha già ribattezzata la "strada del vino annacquato". A Camigliano infatti il cartello installato dall'amministrazione comunale di Capannori che segnala la via della buona acqua è finito accanto a quello che segnala invece la "strada del vino". Dubbio amletico: distrazione o accostamento voluto?