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CAPANNORI

Adottata la variante generale al regolamento urbanistico

Al termine di una seduta consiliare protrattasi fino a tarda notte, dopo circa 7 ore di discussione, il consiglio comunale ha adottato la variante generale al regolamento urbanistico vigente con i voti contrari dell’opposizione

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Lucca - 17 giugno 2008 - L’importante documento prossimamente sarà pubblicato sul Burt regionale e dal giorno della pubblicazione decorreranno 45 giorni per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini e tutti i soggetti del territorio. Successivamente la variante tornerà in consiglio comunale per le controdeduzioni e l’approvazione.
Il rapporto finale del Garante della Comunicazione è stato redatto e firmato dal Segretario Generale Antonio Le Donne incaricato dal sindaco quale garante ‘pro tempore’ dopo che il Garante della Comunicazione, incaricato il 31 ottobre 2007, non ha consegnato il rapporto da depositare obbligatoriamente agli atti del consiglio comunale e di conseguenza è stato temporaneamente sospeso dall’incarico.

 


Il consiglio comunale dopo aver respinto la richiesta di sospensiva dell’adozione della variante avanzata dai gruppi di opposizione, con l’astensione di Picchi, ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza e dei consiglieri di opposizione Rosi e Ceccarelli un emendamento della maggioranza presentato dal consigliere Mori.
L’emendamento riguarda l’art.68 relativo alle salvaguardie, relativamente alle varianti in corso d’opera e a 3 Piani Attuativi già adottati dal consiglio comunale.
Intanto l’assessore all’urbanistica Gabriele Bove e il garante della comunicazione Antonio Le Donne comunicano le date e le sedi delle quattro assemblee pubbliche che si svolgeranno sul territorio comunale per l’illustrazione della variante, e alle quali parteciperanno il sindaco Giorgio Del Ghingaro, l’assessore all’urbanistica Gabriele Bove, e i tecnici. Giovedì 19 giugno per la circoscrizione 3 in sala riunioni del Comune in Piazza Aldo Moro. Vvenerdì 20 giugno per la circoscrizione 4 nei locali della scuola media di S. Leonardo in Treponzio. Lunedì 23 giugno in sede della Circoscrizione 1, e martedì 24 giugno in sede della circoscrizione 2. Tutte le assemblee avranno inizio alle ore 21.15.

 

Il sindaco Giorgio Del Ghingaro è intervenuto affermando che “Il percorso è stato lungo e complesso e, aggiungo, partecipato anche per le novità legislative intervenute nel frattempo. Questo importante atto di programmazione urbanistica è fortemente innovativo sia nel metodo, sia nei contenuti, e si inserisce nel solco della modernizzazione del nostro territorio, che già abbiamo applicato in altri ambiti di intervento. Mi preme sottolineare che il criterio fondamentale che sottende alla variante è il rispetto del territorio e dell’ambiente accanto ad un suo moderno sviluppo. Obiettivo che è stato raggiunto prevedendo scelte realmente compatibili con le necessità del territorio e della sua popolazione. Dagli studi effettuati e dal monitoraggio avvenuto negli ultimi tre anni e mezzo è stato individuato il trend reale di sviluppo del territorio, in base al quale è stata realizzata la variante generale. Variante che, a fronte di possibilità iperdimensionate previste dal regolamento urbanistico in vigore, rispetta le reali disponibilità del nostro territorio a sostenere la realizzazione di opere private e pubbliche, e individua, e questa è una novità di rilievo, anche aree per l’edilizia popolare e agevolata.

 

Il nuovo regolamento insomma ridistribuisce e riorganizza in modo diverso le ‘quantità’ sul territorio, rispetto alle previsioni di nuove costruzioni per la residenza previste dal piano strutturale nel rispetto del territorio, dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini e con una attuazione programmata nel tempo. Dopo un partecipato iter di confronto intrapreso dall’amministrazione comunale con i vari soggetti, tra cui ordini professionali e parti sociali, adesso daremo vita a un processo di forte condivisione di questo atto con le assemblee pubbliche sul territorio che garantisca la più ampia partecipazione possibile di tutti i cittadini alle scelte dell’amministrazione”.

 

 


Gli obbiettivi principali della variante comprendono una maggiore cautela nella valutazione delle fragilità del territorio e una maggiore attenzione alla sostenibilità degli interventi rispetto al Piano Regolatore vigente, al fine di escludere un eccessivo impatto ambientale. Si ricerca inoltre più oculatezza nell’utilizzo delle risorse territoriali e nella gestione temporale delle quantità edificatorie massime stabilite dal Piano Strutturale, commisurando le previsione del R.U. ai fabbisogni ipotizzabili nel breve periodo (fino a 2011), e la sostenibilità degli interventi rispetto alle condizioni di sicurezza geologica e idraulica, unita alla tutela ambientale e paesaggistica, alle esigenze della mobilità, e al mantenimento e consolidamento degli assetti insediativi.
Un altro obiettivo è quello di adeguare le previsioni urbanistiche ad un quadro idrogeologico coerente con norme e atti sovraordinati, come la salvaguardia per i terreni dove insistono pozzi dell’acquedotto pubblico e sorgenti. È inoltre necessario garantire la correttezza e l'attuabilità delle previsioni. La variante, infine, ha come obiettivo il coordinamento delle previsioni urbanistiche con progetti e programmi per opere a carattere pubblico. Relativamente ai beni storici, ambientali, e paesaggistici, si attua una particolare tutela con l’introduzione di una ‘fascia di rispetto’ di 100 metri attorno ai beni storici definiti come ville storiche e chiese, e di 250 metri per quanto riguarda l’acquedotto del Nottolini.

 


La variante presenta significative novità rispetto al regolamento urbanistico in vigore, sia per quanto riguarda il metodo con cui è stata realizzata, sia per quanto concerne i contenuti. Una delle novità più rilevanti è sicuramente quella che prevede previsioni certe per l’edilizia residenziale a carattere sociale, praticamente assente nel R.U vigente, ma anche una quota importante di recuperi per l’edilizia residenziale, secondo il trend registratosi nel biennio 2004-2006. Il metodo con il quale è stato realizzato l'atto di programmazione urbanistica ha integrato il quadro conoscitivo esistente, in particolare per l’adeguamento degli studi a nuove prescrizioni di legge e regolamenti, soprattutto in materia geologica, sismica e idraulica e sulla base di un’analisi dimensionale realizzata su un arco temporale di 5 anni, dal 2006 al 2011, particolarmente per quanto riguarda il fabbisogno abitativo del territorio comunale. La variante generale è stata inoltre sottoposta a valutazione integrata, secondo la legge regionale 1 del 2005 e i regolamenti del febbraio 2007 con la quale di fatto è stata valutata la sostenibilità con la verifica delle congruità di tutte le previsioni edificatorie contenute nel R.U vigente, nonché una nuova valutazione delle condizioni territoriali relative alle aree individuate come saturazione produttiva.

 


Il quadro conoscitivo contiene una descrizione completa e aggiornata dei beni storici, paesaggistici e ambientali di eccellenza presenti sul territorio comunale ed è stato realizzato sia attraverso l’acquisizione d immagini satellitari sia con sopralluoghi diretti.
Per quanto riguarda le aree produttive, il quadro conoscitivo è stato aggiornato con un’indagine sulle aree definite di saturazione produttiva, cioè quelle destinate alla riorganizzazione e all’ampliamento di impianti esistenti. Per ciò che concerne i sistemi insediativi, essi sono stati così classificati: a carattere urbano, ad urbanizzazione diffusa (di frangia o di margine di interfaccia con il territorio rurale), produttive consolidate, e territorio rurale. Relativamente al verde urbano, è stata misurata la copertura arborea attuale all’interno delle aree urbane più significative tra spazi pubblici e privati, per stimare la superficie di verde urbano necessaria a compensare le emissioni di CO2.

 

 

L’analisi dimensionale è stata realizzata su un arco temporale di 5 anni, dal 2006 al 2011. Con la variante generale è stato stimato il fabbisogno abitativo per confrontarlo con l’offerta attuale del Piano Strutturale e determinare il dimensionamento del R.U. che soddisfi le esigenze abitative, produttive e di standard nell’arco temporale di riferimento, ovvero fino al 31-12 -2011.
L’analisi è stata realizzata attraverso la verifica dello stato di attuazione del piano, cioè il monitoraggio delle quantità realizzate a partire dal giugno 2004 (data di entrata in vigore del R.U.) articolato per il settore residenziale (abitazioni nuove e di recupero), per la produzione di beni e servizi (nuova costruzione o ampliamento di edifici esistenti), per le aree destinate al soddisfacimento degli standard urbanistici (verde pubblico, parcheggi, attrezzature comuni, attrezzature scolastiche). Sono state così realizzate una stima del fabbisogno abitativo riferita alle dinamiche demografiche prevedibili fino al 2011 e una valutazione del fabbisogno di spazi produttivi ripresa dal P.T.C. (Piano Territoriale di Coordinamento).
Per quanto riguarda le aree produttive sono state prese in esame le risposte delle aziende ai due bandi di indagine pubblica per conoscere le richieste di rilocalizzazione di aziende nell’area industriale PIP di Carraia (luglio 2006) e in quella di Rimortoli (ottobre 2006) entrambe già previste nel R.U vigente.
Per quanto riguarda la Residenza: il R.U vigente ha previsto la realizzazione della quasi totalità del dimensionamento del Piano Strutturale senza compiere un’indagine demografica specifica. Cosa che è stata invece fatta per realizzare la variante generale. E’ emerso che al 31-12 - 2011 gli abitanti di Capannori saranno 47.046 per un totale di 18.221 famiglie con una media di componenti del nucleo familiare pari a 2,58. Secondo l’indagine del fabbisogno abitativo è emerso che nei primi due anni e mezzo di applicazione del R.U. vigente (dal 2004 al 2006) sono stati realizzati 655 alloggi di cui 170 di nuova edificazione e 485 di recupero. Dall’analisi di questi dati e del trend di attuazione emerge che gli alloggi da realizzare fino alla fine del 2011 sono stati stimati in 1.543 per soddisfare il bisogno abitativo a quella data, di cui circa 1.000 di recupero e 573 di nuova edificazione.

 


Emerge quindi un eccessivo dimensionamento del R.U. vigente della nuova edificazione residenziale rispetto al reale fabbisogno, poiché è evidente che la maggior parte del fabbisogno abitativo viene soddisfatta con alloggi di recupero e non di nuova costruzione. Ciò non significa che sono previsti meno alloggi, ma che saranno distribuiti sul territorio in maniera diversa con un’attuazione programmata nel tempo. Ad esempio viene prevista una certa quantità di alloggi popolari, praticamente assenti nel R.U vigente e un maggior numero di recuperi. Per quanto riguarda il territorio rurale sono previste le trasformazioni da annesso agricolo ad abitazione e queste vengono considerate come nuove costruzioni.Dall’analisi sui fabbisogni di spazi produttivi è emersa in misura nettamente prevalente la domanda di crescita, in particolare come ampliamento e riorganizzazione di attività già esistenti nella zona di Carraia, mentre è più debole la domanda di rilocalizzazione delle aziende calzaturiere nell’area di Rimortoli, che evidenzia il momento critico del settore. E’ stata fatta anche un’analisi delle aree definite di saturazione, cioè quelle individuate dal R.U per l’ampliamento di impianti produttivi esistenti.

 

A seguito della valutazione della sostenibilità rispetto ai fattori di criticità territoriale le aree produttive sono state classificate in “di saturazione” (per le quali si conferma una possibilità di crescita per le aziende esistenti) e “sature” (scarsamente idonee ad accogliere ulteriori carichi urbanistici) e ambientali e per le quali sono consentite solo minime possibilità di adeguamento). Per alcune aree produttive è stata adottata una disciplina particolare che permette ampliamenti anche consistenti, ma che prevede la realizzazione delle infrastrutture necessarie come la viabilità di accesso alle aziende e i parcheggi a carico delle aziende stesse.
Verde pubblico: le superfici a verde realizzate sono sufficienti a garantire il rispetto dello standard minimo previsto per l’intero territorio comunale.

 


Le nuove previsioni a carattere pubblico riguardano le infrastrutture per la mobilità, come le ferrovie, la viabilità, la comprensoriale, le opere viarie sostitutive per la soppressione di passaggi a livello ferroviari, e le sistemazioni viarie di interesse locale. A ciò si sommano i percorsi ciclabili, i parcheggi, l'articolazione del verde, la gestione dei rifiuti e gli ampliamenti cimiteriali.

 


Un’importante novità viene introdotta nella variante generale con l’introduzione di previsioni per l’edilizia residenziale a carattere sociale non presente nel R.U vigente. Per la valutazione del fabbisogno si sono valutati i dati dei due ultimi Bandi di Concorso Assegnazioni Alloggi (Bando generale 2001-2002) e bando integrativo (2004-2005). Emerge che nel periodo 2001-2006 la richiesta di alloggi è stata di 342 unità e che nei prossimi 5 anni esiste la necessità di disporre di un numero di alloggi non inferiore a 70. Analizzando la composizione dei nuclei familiari che fanno richiesta di questo tipo di alloggi, è emerso che è necessario prevedere anche la realizzazione di abitazioni di dimensioni medio-grandi che negli ultimi anni erano state pressoché eliminate. Dalla zona di provenienza delle domande si evince che il 30% dovrà essere localizzato nella zona nord, il 50% nella zona centro, e il 20% nella zona sud. Sono in corso di realizzazione o di prossima costruzione un totale di 30 alloggi (Segromigno in Monte, Lunata, Marlia), per cui risultano da individuare e localizzare 30 alloggi (10 a Nord, 14 nel centro e 6 a sud).


Capannori, 17 giugno 2008.


 










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