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SarĂ  multato chi nutre i piccioni
Il divieto in tutto il centro storico

Scatta l’ordinanza che vieta di dare da mangiare ai piccioni. E’ stata firmata dal sindaco Mauro Favilla ed è già in vigore. Il divieto vale in tutto il centro storico cittadino, compreso gli spalti delle Mura

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PICCIONI Lucca, 8 maggio 2008 - Due i divieti: 1) non somministrare in maniera saltuaria e/o ordinaria ai piccioni cibo o alimenti, sia sul suolo pubblico che su aree private al fine di impedirne il proliferare, questo veto riguarda tutte le persone; 2) lasciare scarti di prodotti ortofrutticoli e di altri generi commestibili in prossimità di mercati, esercizi pubblici, commerciali, un divieto questo che è mirato agli operatori delle varie attività. I contravventori sono passibili di una multa tra un minimo di 25 euro a un massimo di 500. L’ordinanza è il primo atto concreto del piano del Comune di Lucca, elaborato insieme all’Azienda Usl, per il contenimento e la gestione della popolazione dei piccioni nella città di Lucca. «Nel territorio comunale sono presenti numerose colonie di piccioni — ha spiegato il sindaco annunciando l’ordinananza —, specialmente nel centro storico. Moltissimi cittadini ed enti hanno segnalato problemi e danni dovuti all’eccessiva presenza di questi uccelli, tanto da spingere l’amministrazione a una pianificazione di azioni a lungo e medio termine per contenerne la proliferazione, senza far ricorso a metodi estremi. Vietare la distribuzione del cibo ha l’obiettivo di mantenere la popolazione di piccioni urbani entro una soglia che eviti disturbo ai cittadini, il degrado del centro storico e contemporaneamente tuteli la salute pubblica». Il piano per il controllo e il contenimento della popolazione dei piccioni prevede una serie di fasi e varie azioni, integrazioni e modifiche ai vigenti regolamenti comunali in materia di igiene ed edilizia, compreso il divieto di somministrazione del cibo ai piccioni nelle piazze e negli altri spazi cittadini. Oltre ai divieti ci sono anche gli inviti alla popolazione, in particolare ai proprietari degli edifici del centro, esposti alla nidificazione e allo stazionamento abituale dei piccioni. Il sindaco chiede ai proprietari «di provvedere, a propria cura e spese, ad adottare interventi atti a schermare con reti o altro gli accessi ai siti per la sosta e nidificazione dei piccioni; installare dissuasori sui punti di posa (cornicioni, terrazzi, pensiline, davanzali, ecc.) al fine di impedirne lo stazionamento; e a mantenere pulite da guano o piccioni morti, le zone sottostanti i fabbricati o strutture interessate dalla presenza di piccioni; oltre a rimuovere eventuali escrementi di piccioni presenti su terrazzi, soffitti, cornicioni».
 


L’attenzionea parte del- l’amministrazione comunale alla popolazione dei piccioni è conseguente ai ricorrenti inconvenienti lamentati sia da parte di privati che dagli enti. «In particolare — spiegano a Palazzo Orsetti — sono numerose le segnalazioni relative al danneggiamento del patrimonio artistico ed architettonico, vengono lamentati disagi da imbrattamento fecale e accumulo di guano sulle strade cittadine e altri luoghi pubblici o privati, nonché dal rinvenimento di carcasse; inoltre, le colonie di piccioni determinano danni ai tetti dei fabbricati e alle grondaie, con lo spostamento di tegole e otturazioni. In molti casi i cittadini esprimono preoccupazione e richiedono interventi anche a fronte della sola presenza di piccioni perché temono il rischio di contrarre patologie». Oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, che è prevista all’articolo 7 bis del decreto legislativo numero 267 del 2000, per un importo compreso tra 25 e 500 euro, potrebbe scattare, come riportato dall’ordinanza del sindaco «l’applicazione di più gravi sanzioni penali e/o amministrative previste dalle disposizioni di legge in materia».

 

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