A caccia degli ormai famosi file contenenti i redditi 2005 degli italiani, che erano stati messi in linea sul sito internet dell’Agenzia delle entrate e poi cancellati
Lucca, 4 maggio 2008 - Ufficialmente la stessa Agenzia delle entrate ha sospeso, mercoledì scorso, la disponibilità degli elenchi «a causa dell’elevato numero di accessi al sito dell’Agenzia e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali». File che poi, come è stato denunciato da più parti, sono tornati disponibili già nella serata di mercoledì non più sul sito dell’Agenzia delle entrate ma soltanto con i programmi di scaricamento «peer to peer» come «eMule». Proprio utilizzando questo software, scaricabile gratuitamente da internet all’indirizzo http://ww w.emule-project.net/home/perl/general.cgi?l=18&rm=download, abbiamo verificato la disponibilità e soprattutto il contenuto dei file. La ricerca, anche considerando che il software è in lingua italiana, è semplicissima e alla portata di tutti. I risultati, però, sono proprio deludenti.
Digitando le parole: «dichiarazione dei redditi Lucca», oppure il codice di un comune (per Lucca è E715, come tutti i cittadini nati a Lucca possono vedere nell’ultima parte del loro codice fiscale) «eMule» presenta il numero di file disponibili e soprattutto le «fonti», ovvero il numero di volte che il file compare su un server: ieri pomeriggio erano in linea oltre 210 fonti. Lanciando la ricerca si trovano due file: il primo con il nome «dichiarazione redditi agenzia entrate contribuenti - LUCCA E715.07. P-2005.txt» è un tipico file di testo con 7,43 megabyte. Il secondo file ha lo stesso nome ma l’estensione è zip. Si tratta dunque di un file compresso di appena 26,17 kilobyte. In entrambi i casi dopo aver scaricato e aperto i file si ottiene lo stesso contenuto che però non è esattamente quello che il curioso pensava di ottenere. Il testo che compare, ripetuto continuamente, dice soltanto: «Boia deh ma non ci hai altro da fa' che farti i c... degli altri». Abbiamo ripetuto la ricerca anche per altre città italiane ottenendo qualcosa di simile. Insomma i file in rete esistono ma, almeno quelli che abbiamo verificato, non contengono gli elenchi dell’Agenzia delle entrate. Un fenomeno quello dei «falsi file» che era già esploso fin dalla serata del 30 aprile con file che avevano nomi ed estensioni curiose e tali da far capire che si trattava di contenuti fasulli. Ora sono rimasti soltanto questi file con l’estensione txt o zip, di cui hanno parlato giornali, radio e televisioni ma il contenuto non sembra cambiare.
Anche usando altri software di file sharing sempre più diffusi, quali «µTorrent» o «Azureus», si ottengono alcune migliaia (ieri pomeriggio erano ben 12.400) indirizzi dove poter scaricare il file torrent. Ma la ricerca alla fine porta, almeno in moltissimi casi, a file assolutamente falsi e dai contenuti di tutt’altro genere (anche con il rischio di scaricare semplicemente qualche virus). Escludere completamente la presenza in rete dei file con i veri elenchi è impossibile ma è certo che la ricerca non è così semplice o breve. Molti lucchesi, al pari degli altri cittadini italiani, in questi ultimi giorni hanno passato ore e ore alla ricerca dei famosi elenchi, forse dimenticando che la consultazione è possibile in qualsiasi ufficio del fisco ma rispettando modalità e tempi che sono indicati dalla legge.
Paolo Mandoli
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