Sono quasi a fine i lavori per interrare i cavi della linea dell'alta tensione presenti in via Civitali. Il malcontento degli automobilisti è arrivato alle stelle per il cantiere lungo la strada che blocca il flusso del traffico e crea code chilometriche. Gli stessi lavori da venerdì 11 aprile partiranno in via di Borgo Giannotti
Lucca, 3 aprile 2008 - Clacson, proteste e soprattutto code chilometriche che partono dall’inizio del Brennero per finire all’incirca di fronte a Porta San Jacopo, sulla circonvallazione. E’ la situazione che si poteva notare ieri mattina (ma non solo) intorno alle 10. Auto e camion fermi, in fila, in attesa di poter avanzare di qualche metro. Code dovute in particolar modo al cantiere per i lavori che sta portando avanti la società 'Terna' per l’interramento della linea ad alta tensione. Ma le code di auto si trovano un po’ a tutte le ore della giornata. A quanto si apprende, però, gli interventi dovrebbero essere quasi al termine. Venerdì 11 aprile infatti il cantiere dovrebbe essere chiuso, ma in ogni caso gli stessi lavori si sposteranno lungo la via di Borgo Giannotti.
A darne notizia è l’assessore ai lavori pubblici Antoninò Azzarà. Le proteste, però, non accennano a placarsi. Tutt’altro. "E’ impossibile che un cantiere resti aperto così a lungo su una strada ad alto scorrimento di veicoli - afferma Nicola - . Passo da via Matteo Civitali tutti i giorni almeno quattro volte al dì, ed è sempre la stessa storia: code, code e ancora code". "Se posso, cerco di cambiare strada -. aggiunge Maria - . Non metto in dubbio il tipo di lavori, magari giustissimi, che vengono fatti in via Matteo Civitali, ma è anche vero che non posso perdere trenta minuti in fila". "Il problema è che non solo via Civitali è stretta per via del cantiere e si creano code - commenta Davide - , ma addirittura i lavori sono anche in qualche strada limitrofa per cui il traffico è davvero insopportabile".
"Da circa 10 giorni si provvede, meritoriamente, ad interrare la linea elettrica in viale Matteo Civitali (il Brennero) lavorando in un solo turno, dal lunedì al venerdì alle 13 - dice Angelo Cucchi - . La coda di automezzi, leggeri e pesanti, naturalmente si trasmette ai viali P. Batoni e C. Del Prete e ad A. Marti facendo perdere tempo a quanti si muovono per lavoro, senza calcolare il relativo super-inquinamento. I lavori, da quanto mi risulta, dovranno proseguire per due settimane". "Vi prego di calcolare le centinaia di migliaia di italiani che perderanno il loro utile tempo e lungo tutto questo periodo - va avanti - solo per il fatto che non si lavora in due turni (perché non tre?) e dalle 13 del venerdì al lunedì successivo si chiude il cantiere, pur restando le staccionate che limitano il transito. Lavorando il sabato e la domenica, fra l’altro, il traffico lavorativo sarebbe certamente ridotto con minor danno all’economia del Paese". "I giorni di ostacolo al traffico potrebbero ridursi alla metà, quanto meno - conclude - . Perché non pensare mai alle conseguenze di questi lavori sulle vie di grande comunicazione? Non è la prima volta che accade. E’ proibito lavorare in due turni, o anche di notte, e nei giorni festivi quando il pubblico interesse è così calpestato?".
Cristiano Consorti
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