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Lucca

CITTA' E COMMERCIO

'Carmine' rinasce tra caffé e residence
Il nuovo volto dello storico mercato

La domanda è sempre la stessa: quale sarà il futuro del Mercato del Carmine? Per il momento, non è dato sapere quale sarà la destinazione finale. E' possibile cercare di immafinare quale sarà il volto di una delle strutture più antiche e belle della città

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piazza del carmine Lucca, 15 marzo 2008 - Il dibattito è aperto da decenni, e la domanda è sempre la stessa: quale sarà il futuro del Mercato del Carmine? E anche la risposta, al di là delle varie prese di posizione da parte di commercianti e politici, sembra essere sempre la stessa: in sostanza, per il momento, non è dato sapere quale sarà la destinazione finale. Continua così il nostro viaggio nei 'grandi contenitori' della città: dopo aver analizzato i piani previsti per le strutture della periferia, oggi ci concentriamo su un edificio ricco di storia (fu già convento e chiesa nell’814, ndr) e di indiscusso fascino. E’ possibile infatti cercare di immaginare quale potrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) il nuovo volto di una delle strutture più antiche, più belle e forse anche più dimenticate del nostro amato centro storico. E questo grazie ai progetti elaborati da tre gruppi di architetti, e anticipati da La Nazione in esclusiva, che hanno partecipato al master post-universitario 'Il progetto dello spazio pubblico' promosso da 'Celsius' (Società lucchese per la formazione e gli studi universitari), e il cui workshop è stato diretto dall’architetto Pietro Carlo Pellegrini.



Per carità, per il momento si tratta di progetti che non hanno l’ambizione di tradursi in realtà, ma si tratta comunque di piani che aiutano a stimolare il dibattito e che, perché no, potrebbero comunque essere presi in considerazione da parte del Comune. A quanto si apprende infatti, i tre progetti si basano sulla riqualificazione generale della struttura, parte della quale manterrebbe la sua vocazione più prettamente commerciale, mentre la restante sarebbe aperta a interventi per la realizzazione di spazi per giovani e turistico-ricettivi. Insomma, basta considerare il Mercato del Carmine con la vecchia concezione di una struttura destinata ad ospitare soltanto negozi. I nuovi progetti tendono a trasformarla in un vero e proprio centro da vivere durante tutto l’arco della giornata, grazie anche all’apertura di caffè e ristoranti. Anche la parte superiore subirebbe una trasformazione. Qui verrebbero ricavati spazi residenziali da utilizzare in ambito turistico, dunque permettendo anche in questo caso la fruibilità del quartiere ai turisti e contribuendo a rendere viva la zona.



Per quanto riguarda la struttura sia interna che esterna, la linea guida degli interventi sarà quella di una riqualificazione che sia rispettosa dell’impianto attuale, mentre sono previste anche altre costruzioni che andranno ad aggiungersi alla struttura attuale. Sempre in base ad alcuni dei progetti presentati dagli architetti che hanno partecipato al master, è prevista l’eliminazione degli stalli di sosta in piazza del Carmine. Un’ipotesi che fa tornare di attualità la proposta lanciata nelle scorse settimane da parte di chi vedeva di buon occhio la realizzazione di un parcheggio interrato proprio al Mercato del Carmine. Da qui, dunque, parte spontanea la domanda al direttore del workshop, l’architetto Pellegrini, per capire se l’ipotesi possa essere presa in seria considerazione da parte dei professionisti. «I parcheggi sono sempre possibili - spiega - , soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Semmai è importante studiare gli accessi e le rampe".



"In ogni caso - aggiunge - , per prima cosa è fondamentale eseguire saggi archeologici per capire se ci troviamo in presenza di resti antichi. Poi, in caso negativo, possiamo cominciare a parlarne". Un passo avanti, quello della progettualità, al quale dovranno poi seguire prese di posizione e decisioni per arrivare ad una reale riqualificazione. Da decenni infatti si parla di lavori, finanziamenti e progetti di valorizzazione. Non sono mancate molte ipotesi, poi decadute. Risale al novembre del 2000 infatti il progetto per l’apertura di un 'McDonald’s', mentre nell’agosto del 2001 si discuteva di un possibile trasferimento dell’ufficio postale che si trovava in via Fillungo, e che invece ha trovato la nuova sede in via San Gregorio. Nel 2002 invece l’ipotesi era quella di un mega-piano da realizzarsi in partnership con un privato (si parlava della 'Standa', ndr) che avrebbe dovuto investire una cifra di 7 miliardi delle vecchie lire per aggiudicarsi la gestione del complesso per venti o trenta anni. Tutti progetti che poi, nel tempo, non hanno mai visto la luce e la traduzione in atti concreti.

Cristiano Consorti










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