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"Rossi schiavo dell'ideologia
Io affronto i problemi veri"

Monica Faenzi, candidata del Pdl alla presidenza della Regione, in città: "Voglio rompere le catene di una politica autoreferenziale di cui il Pd è maestro"

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Monica Faenzi, candidata del Pdl alla presidenza della Regione (Foto Novi)
Monica Faenzi, candidata del Pdl alla presidenza della Regione (Foto Novi)

Livorno, 9 febbraio 2010 - Non è stato un debutto facile sul territorio livornese per Monica Faenzi, trovatasi subito a tu per tu con le divisioni interne al PdL. Divisioni che Maurizio Zingoni, Marco Taradash e Costanza Vaccaro hanno tentato di sminuire, sviando alle domande sulla "questione Amadio" e sulle liste per il consiglio regionale. Monica Faenzi ha detto: "Le liste? Non so niente — ha spiegato la candidata alla presidenza della Regione per il PdL — le sta decidendo il partito a livello regionale perché siamo contrari alle false primarie fatte con i soldi pubblici. Ci sarà sicuramente un rinnovamento e un partito serio deve saper scegliere i suoi candidati. Comunque mi sembra più grave che Enrico Rossi non si esprima sui centri di identificazione ed espulsione (Cie) o sul rigassificatore di Rosignano, temi sui quali gli elettori dovranno scegliere il futuro governatore piuttosto che sui litigi tra Amadio e Zingoni".

Monica Faenzi ha liquidato dunque così la spaccatura interna al PdL livornese, preferendo entrare nello specifico della campagna elettorale. "E il partito è tutto schierato per lei", ha sottolineato il coordinatore provinciale Maurizio Zingoni.

 
Monica Faenzi è quindi passata ad altri temi, lanciando più di una frecciata al suo avversario Enrico Rossi. "Sarà una battaglia difficile, ma è anche una grande opportunità perché è indispensabile dare ai toscani un nuovo modo di fare politica. Nella nostra Regione il voto al Pd è puramente ideologico, mentre noi vogliamo confrontarci sui temi reali. È neccessario provarci. Sento dire che Rossi è un candidato forte: per forza, ha gestito per 10 anni la sanità toscana e se da una parte è vero, come ha detto Tremonti, che ne ha sistemato i conti, dall’altra ha creato una struttura verticistica e una rete di dirigenti che gli torneranno molto utili per le elezioni". E il primo tema tirato in ballo da Monica Faenzi è la Lucchini di Piombino.

 

"È bastata una mia telefonata al ministro Scajola per ottenere almeno un tavolo di discussione, anche se il confronto non sarà semplice. Ancora una volta il Governo ha dimostrato interesse verso le problematiche della Toscana affrontando una questione scottante come quella della Lucchini con prontezza. Una politica interventista che condivido e che contraddistinguerà la mia amministrazione quando sarò presidente della regione. Scajola ha raccolto con grande solerzia le sollecitazioni giunte sulle prospettive del gruppo siderurgico, anche per le ripercussioni che una possibile cessione dell’azienda potrebbe avere sul tessuto economico della zona. L’intervento del Governo rappresenta l’ennesimo segno di sensibilità e attenzione verso le problematiche della nostra regione. Forza Italia sta governando bene e con me alla guida della Regione può esserci un dialogo positivo". Monica Faenzi ha detto proprio Forza Italia: un semplice lapsus freudiano o invece è stato un altro segnale di rottura interna?
 

 

Dalla Lucchini all’ipotesi nuovo ospedale. "Livorno ha bisogno di un nuovo ospedale? Se sì, mi chiedo perché siano stati spesi 70 milioni di euro per ristrutturare quello attuale. E poi che ne sarà di questa struttura? Assicuro che daremo battaglia sull’ospedale e sarà la prima cosa cui metteremo mano se vinceremo le elezioni". Monica Faenzi passa poi al rigassificatore di Rosignano. "Il Pier indica un solo rigassificatore, l’Olt di Livorno, ma quello di Rosignano rappresenta un investimento importante per il territorio, perché porterebbe un migliaio di posti di lavoro in fase di realizzazione e un centinaio fissi. Ma anche su questo Rossi si nasconde, non è stato presente nella riunione di Giunta al momento della votazione e non prende posizione in attesa di schierarsi in base alla convenienza. Se il rigassificatore non va in porto, si rischia anche la fuga della Solvay e a mio parere questa è un’opera strettamente necessaria".

 

Poi c’è la questione porto. "Dobbiamo rimodernare il porto di Livorno e la Toscana deve dire grazie al ministro Matteoli per le infrastrutture già realizzate o in fase di avvio". La conclusione è un’altra sferzata al Pd. "La crisi in Toscana ha colpito più duramente per la lentezza dei politici che la governano. Sono tutti autoreferenziali. Sarò rivoluzionaria, perché è necessario spezzare questo sistema di fare politica. Io ci credo — ha detto Monica Faenzi — e lotterò per un’amministrazione fatta con il cuore".

di Igor Vanni

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