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'Acciaio', tre metri
sopra le ciminiere

Il libro di Silvia Avallone, 25 anni. L'autrice racconta gli amori di due adoloscenti nella nostra, e sua, città: Piombino

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La scrittrice piombinese Silvia Avallone
La scrittrice piombinese Silvia Avallone

Piombino (Livorno), 20 gennaio 2010 - Anna e Francesca, la mora e la bionda, amiche per la pelle, e l’estate del 2001, la loro estate. Hanno "tredici quasi quattordici anni" sono inseparabili e bellissime, fino a quando Anna scopre l’amore ed il sesso con Mattia, un amico del fratello, e Francesca si sente tradita e rompe ogni legame con lei. Anna e Francesca la loro adolescenza in via Stalingrado, è un nome di fantasia, vivono a Piombino e le loro storie, la realtà vista con i loro occhi diventa uno squarcio sull’Italia operaia di periferia, nel 2000 quando sembra che la classe operaia non ci sia più. Acciaio, edito da Rizzoli, è il romanzo di Silvia Avallone, 25 anni, ha studiato a Piombino dove ha frequentato il liceo classico 'Carducci', una laurea in filosofia, vive a Bologna.
 

 

Da oggi il romanzo è nelle librerie. "Piombino - dice Silvia Avallone- mi è sempre rimasta nel cuore e mi ha sempre affascinato il mondo delle acciaierie che è uno spaccato determinante di questo territorio. La vita di periferia con tutte le sue problematiche". Anna e Francesca sono due adolescenti che nascono dalla fantasia della scrittrice, due ragazzine che vivono le crisi adolescenziali, ma con le loro storie, le loro realtà danno uno spaccato della periferia piombinese, ma in una visuale più ampia della periferia di oggi. La fabbrica è l’acciaieria Lucchini che ancora oggi con il suo altoforno sempre acceso è il simbolo di una realtà. "Il libro - racconta Silvia Avallone - lo ho dedicato a Eleonora, una mia amica piombinese, a Erika e Alba, altre due amiche e a tutti “quelli che lavorano l’acciaio”. In una parola gli operai. Lo ho scritto stando a Bologna, ma sono tornata spesso a Piombino mentre lo scrivevo". Una storia tra la realtà e la fantasia, un “verismo” del XXI secolo in una città di provincia Piombino, in una periferia dove i sogni sono spesso soppressi dalla realtà. Silvia Avallone racconta una periferia dove i giovani operai vivono "sogni televisivi" di ricchezza e si imbattono nella cruda realtà degli infortuni sul lavoro. E così l’estate del 2001 è l’estate di Anna e Francesca delle loro vite, dei loro sogni e delle loro battaglie che le metteranno alla prova, ma non le sconfiggeranno. "Il finale- spiega Silvia Avallone - è un finale a sorpresa". Un romanzo che fotografa la realtà piombinese già immortalata in copertina: lì dietro l’immagine di una adolescente si staglia l’acciaieria, un mondo, una realtà che dagli anni Sessanta ad oggi fa parte del territorio e ne determina sogni, speranze, illusioni e delusioni. Lì la storia di Anna e Francesca è la storia di due adolescenti di oggi.

di Maria Nudi

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