Piombino (Livorno), 19 marzo 2017 -  L'aveva anche a vendere un regalo della prima comunione, un piccolo gioiello in oro. Prima di questo una vera e propria persecuzione, violenze fisiche e psicologiche. Una ragazzina minorenne era finita in un brutto giro, costretta anche a farsi di eroina. Solo grazie alle indagini e all’azione delle polizia è stata strappata dal suo aguzzino che è stato arrestato. Una complessa attività investigativa portata a termine dalla squadra anticrimine del Commissariato di polizia di Piombino, coordinata dal vicequestore Walter Delfino.

Alla fine è stato arrestato Hamza Drissi 21 anni marocchino, residente a Campiglia liberando la ragazzina dalla persecuzione. Al marocchino, arrestato con l’accusa di atti persecutori e spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati concessi i domiciliari. Da tempo l’ufficio della polizia monitorava un gruppo di giovani piombinesi ed extracomunitari che frequentavano la stazione ferroviaria e le zone limitrofe. Segnalato spaccio di droga. Durante lo svolgimento di uno di questo servizi, il 28 febbraio, l’attenzione dei poliziotti è stata attirata da alcune grida di una voce femminile.

Gli agenti subito intervenuti in quella occasione bloccarono un uomo, Drissi, già conosciuto alle forze di polizia, che stava picchiando e minacciando di morte una ragazza. Anche durante l’intervento dei poliziotti il marocchino aveva cercato di colpire la ragazza. La giovane venne riaccompagnata dalla madre che insieme si presentarono poco dopo al Commissariato, dove rassicurate, trovarono il coraggio finalmente di raccontare gli episodi di violenza fisica e psicologica e danneggiamenti all’abitazione che da tempo erano costrette a subire da Drissi. Dal racconto emergeva l’inquietate realtà che stava vivendo ormai da un anno la giovane: continue minacce e violenze.

Dagli accertamenti è emerso che il marocchino aveva anche costretto la minore a consumare eroina. Tutti i fatti sono stati riscontrati dalla polizia. Quando la giovane tentava di smettere di fare uso di eroina e di allontanarsi dall’uomo, sistematicamente subiva le violenze e le minacce. A nulla serviva alla giovane e alla madre di rifugiarsi in casa, perché Drissi ha danneggiato anche l’abitazione. Con il tempo le violenze sono sempre state aumentate, è riuscito ad obbligare la ragazza anche a vendere un ciondolo in oro, regalatole per la sua prima comunione. E con il ricavato il marocchino acquistava l’eroina.