Livorno, 18 settembre 2015 - Oggi sarà il grande saluto a suor Ernesta Alberto, di origine piemontese, ma toscana e livornese di adozione. Suor Ernesta ha raggiunto infatti il meritato riposo, per quasi 30 anni ha diretto la «Scuola Infermieri» oggi polo didattico del corso di laurea in infermieristica dell’Università di Pisa. Ora va in pensione. Suor Ernesta è stata e rimarrà per migliaia e migliaia di infermieri il punto di riferimento della carriera, la persona che ha formato le carriere professionali e le loro coscienze. Alle 16 nella chiesa di San Giuseppe è prevista la messa officiata dal vescovo monsignor Simone Giusti con l’animazione della corale sarda alla presenza di oltre duemila infermieri, testimonianza diretta del suo impegno professionale. Carattere schivo, lontana dalla ribalta della cronaca, suor Enesta ha accettato di rispondere alla Nazione.
Quando ha sentito la vocazione?
«Avevo 18 anni- quando ho sentito la chiamata del Signore, ma ho potuto abbracciare la vocazione a 23». Suora dell’ordine religioso del Beato Cottolengo, formatrice di una figura professionale, l’infermiere che sta accanto a chi soffre, ecco come si racconta: «Mi sarebbe piaciuto lavorare in corsia. Ma al Signore si deve obbedienza. Così sono stata chiamata a dirigere la scuola livornese. E’stata una parte della mia vita. Ai miei ragazzi ho insegnato che si impara facendo e che si deve avere tanto amore, molta coerenza. Se mi è capitato di fare una partaccia ho sempre spiegato che era a fin di bene». E’modesta suor Ernesta non dice che i suoi allievi sono bravi infermieri a tutti i livelli grazie a lei. Ribalta la visuale e dice: «In questi giorni una trentina dei neolaureati si stanno facendo onore in Inghilterra, alcuni in Germania. Li seguo tramite mail». Ha avuto molte testimonianze di affetto e gratitudine. «Mi sto preparando a lasciare questa parte della mia vita in attesa di saper come devo esaudire la chiamata del Signore». 
Maria Nudi