Cecina (Livorno), 16 aprile 2017 - La morte non è sicuramente arrivata per cause violente. A confermarlo è l’esame autoptico eseguito ieri mattina all’istituto di medicina legale di Pisa dal dottor Marco Di Paolo sul cadavere di Mauro Lai, il 26enne di Cecina scomparso domenica scorsa a Sasso Pisano. Annegato nelle acque bassissime di un fiumiciattolo che scorre fra le bocche fumanti della Valle del Diavolo. Sul corpo del ragazzo non c’erano segni di ecchimosi o di particolari ferite. Nessun colpo fatale alla testa che avrebbe potuto provocarne la morte - secondo la ricostruzione data da un’amica, Mauro si sarebbe gettato in quel punto dove l’ acqua ristagna ed avrebbe sbattuto violentemente la testa, ma questa ipotesi è stata ampliamente scartata - così come non erano presenti particolari segni di punture sulle braccia. Ma i suoi polmoni erano pieni di acqua. Che cosa poi, in realtà, abbia provocato il malore che gli ha stroncato la vita in una bolla termale che non arriva a superare i 30 centimetri di profondità, lo stabiliranno i successivi esami tossicologici ed istologici. Ovvero: Mauro potrebbe essersi sentito male appena si è bagnato in quella dannata pozza, senza riuscire a chiedere aiuto agli amici che stavano imbastendo un piccolo campeggio sotto le stelle. Oppure potrebbe aver accusato un malore improvviso prima di tuffarsi. Un infarto che gli ha fermato il battito del cuore e che lo ha fatto cadere in acqua. Interrogativi che potranno essere chiariti solamente dai nuovi accertamenti che verranno condotti in medicina legale. 

La salma del ragazzo, con tutta probabilità, sarà riconsegnata alla famiglia (il padre Stefano, la mamma Vincenza e la sorella Melissa), già nella giornata di domani. E Cecina si prepara, così, a vivere il giorno del dolore più grande, l’ultimo abbraccio ad un ragazzo solare e pieno di vita, che amava andare in palestra e divertirsi con gli amici. Un ragazzo come tanti che, proprio una settimana fa, aveva deciso di raggiungere una comitiva di amici di Cecina e di Rosignano in un angolo sperduto dell’Alta Valdicecina per fare festa fino all’alba. Ma il silenzio quasi religioso che avvolge il boschetto di Sasso Pisano, è stato interrotto delle grida di dolore degli amici, appena hanno visto il corpo di Mauro galleggiare nell’acqua a faccia in giù. Prima i tentativi di rianimarlo, poi l’Sos disperato al 118, con i soccorritori che hanno tentato il tutto per tutto per salvarlo. Resta un dolore atroce ed indescrivibile per una morte assurda che ha sconvolto tutti.