Cecina (Livorno), 20 aprile 2017 - Potrebbe non essere stato un semplice malore, uno choc termico, come ipotizzato inizialmente, ad aver provocato la morte di Mauro Lai (nella foto), il ventiseienne di Cecina che la notte fra il 9 e il 10 aprile scorso è annegato in una pozza delle terme libere a Sasso Pisano, nel cuore della Valle del Diavolo, dov’era arrivato in serata con gli amici per un bivacco sotto le stelle. A suggerire un altro scenario è il dottor Maurizio Marchi, esponente di Medicina Democratica, l’associazione che da tempo si occupa dalla salvaguardia della salute in molte zone della Toscana e non solo. Un’ipotesi più inquietante: Mauro Lai potrebbe essere stato stordito dall’idrogeno solforato, sostanza chimica che si trova naturalmente in abbondanza nella zona teatro della tragedia. Avrebbe perso i sensi e sarebbe annegato in pochi centimetri d’acqua.

Mauro Lai

Un’ipotesi che gli stessi rappresentanti di Medicina Democratica sottolineano debba essere confermata dagli esami tossicologici, già disposti dopo l’autopsia dal medico legale, ed ambientali. Ma se questo fosse lo scenario, potrebbe non essere stata semplicemente una disgrazia. Medicina Democratica sostiene di monitorare da anni i fenomeni che si registrerebbero ai laghetti di Sasso Pisano e le presunte emissioni tossiche che vi si verificherebbero.

"«Da tempo chiediamo documenti e dati all’amministrazione comunale di Castelnuovo Val di Cecina – spiega Marchi – ma non abbiamo ricevuto niente. I laghetti sono immersi in un’atmosfera di idrogeno solforato, popolarmente conosciuto come ’puzza di uova marce’, poco concentrato in aree aperte e libere da vegetazione o colline, più concentrato in aree confinate e ristrette come quei laghetti. Questo gas, oltre ad essere tossico, ha la caratteristica di inibire l’olfatto umano, quindi più è concentrato in atmosfera meno il nostro olfatto lo avverte. Può stordire in una prima fase, con perdita di conoscenza, e se la persona non viene immediatamente spostata dal punto di esposizione può essere intossicata fino alla morte. Per questo avanziamo l’ipotesi, ovviamente da verificare con opportuni approfondimenti, che il giovane Mauro Lai sia stato stordito dall’idrogeno solforato e sia per poi annegare in trenta centimetri d’acqua".

"Il fatto che i laghetti in questione – conclude Marchi – contengano anche il batterio Pseudomonas Aeruginosa e altri organismi vitali depone a favore dell’ulteriore sviluppo secondario di H2S, per decomposizione di sostanze organiche, oltre all’H2S endemico in atmosfera dell’area di Sasso Pisano, alla cui diffusione concorrono attivamente le centrali geotermiche della zona".