Rosignano (Livorno), 19 marzo 2017 - MEZZANOTTE e un quarto della notte tra venerdì e sabato. Il rientro a casa dopo una cena con amici. Il vaso con i fiori sul tavolo in giardino rovesciato, l’armadietto con gli attrezzi aperto. Ma soprattutto la porta d’ingresso, formata da imposte verdi, che si spalanca al momento di infilare la chiave nella serratura. Subito la certezza di quanto sta accadendo, un rumore vicino alle siepi che circondano il giardino, e immediatamente i due fidanzati scappano sulla strada principale e chiamano la Polizia di Stato, la cui sede è sì e no a cento metri di distanza, subito intervenuta.

Allarme furti nel complesso residenziale di via Matteotti, villette con giardino e primo piano alle spalle della frequentata terrazza panoramica sul lungomare e del circolo Canottieri Solvay, con tanto di ristorante. Un furto non portato a termine solo per il rientro della coppia ma anche perché la seconda porta di ingresso, vetri e alluminio, non ha ceduto nonostante i quasi trenta colpi col cacciavite, pare questo l’arnese usato, anche cercando di scavare a terra e spaccando il marmo per alzare la porta finestra. Il ladro, o i ladri, pare sia andato ben diretto mirando alla casa da violare, una casa occupata tutto l’anno, e che dunque abbia controllato i movimenti della coppia. Questo perché il complesso è composto quasi tutto da seconde case, quindi tutte vuote durante la settimana.

Tranne l’appartamento preso di mira e l’appartamento dirimpettaio, con ingresso accanto, che era tutto illuminato, compresa la scala d’ingresso con terrazza con vista sul giardino in cui è entrato (o sono entrati) il ladro, con tanto di bucato steso e ogni segnale di quotidianità vissuta. E questo, dunque la possibilità di essere scoperto, non ha dissuaso il ladro che non ha scelto di rubare in uno degli appartamenti vuoti «e se l’avessimo trovato dentro? E se fosse entrato mentre stavamo dormendo?». PROPRIO poche ore prima però l’inquilino della casa presa di mira aveva visto dalla finestra un uomo che guardava all’interno del complesso residenziale da uno degli ingressi «appena si è accorto della mia presenza ha fatto un passo indietro, certo non ho pensato a qualcuno che controllasse i nostri movimenti». La paura però adesso è tangibile ed è legata al non sentirsi sicuri a casa propria.