Rosignano-Cecina (Livorno), 5 luglio 2017 - Decine di pesci senza vita all’interno di un fosso contenente acqua maleodorante. Un triste spettacolo che durante l’ultimo weekend non ha lasciato indifferenti molti residenti e turisti alla Mazzanta, che camminando lungo il ponte in via della Forestale per recarsi sul bagnasciuga si sono imbattuti in una scena per “stomaci forti”. Tra questi c’erano anche alcuni attivisti grillini, sia di Rosignano che di Cecina, i quali hanno immediatamente provveduto a segnalare, con una nota stampa congiunta, quanto hanno visto con i propri occhi. “Raggiunto il ponte sul fosso ci siamo imbattuti in una immagine allucinante, moltissimi pesci morti che galleggiavano nell'acqua stagnante. La domanda che ci è sorta spontanea è come sia possibile che ben due Comuni, Rosignano e Cecina,  che si fanno vanto della Bandiera Blu, non siano poi in grado di tenere vivo e pulito un fosso che porta l'acqua dalle colline al mare. Perché ciò di cui siamo stati testimoni è un evidente stato di degrado e inquinamento di questo fosso che divide i due Comuni. Cosa dicono i nostri sindaci? Hanno informato l'Arpat per verificare la situazione? Sono state fatte le opportune verifiche?”.

“Sarebbe davvero il caso – concludono i pentastellati – di provvedere urgentemente al risanamento del fosso per garantire la salute della fauna, per tutelare la salute pubblica dei residenti e dei numerosi turisti presenti in quella zona. Altrimenti, ci viene da pensare che una volta ottenuta la “prestigiosa” Bandiera Blu, non occorra fare altro, aspettando e sperando che il prossimo temporale possa portare via tutto, ripulendo il fosso dai pesci morti e dall'acqua putrida. Cosa ne direbbe la Fee (Foundation for Environmental Education, ndr) di questa situazione? L'obiettivo principale dei programmi dell’organizzazione che assegna le Bandiere Blu è infatti la diffusione delle buone pratiche ambientali, attraverso molteplici attività.  Purtroppo siamo costretti a segnalare, ancora una volta, lo stato di degrado delle nostre coste, ci riferiamo all'ultimo divieto di balneazione nella zona di Caletta, seppure temporaneo, alla situazione di perenne inquinamento da scarichi industriali alle Spiagge Bianche e adesso anche a questa situazione”.