Livorno, 22 gennaio 2013 - Contrabbandavano prodotti tessili nel porto per un totale di un milione e mezzo di capi di vestiario: è questa la scoperta dell'Ufficio delle Dogane di Livorno in collaborazione coi militari della Guardia di Finanza, che ha portato alla denuncia di sette cinesi per frode.
I truffatori, operanti a Prato, avrebbero trasportato tremila tonnellate di tessuti aggirando il pagamento dei dazi doganali, che dovrebbero ammontare a oltre 800.000 euro.
La merce importata dai cinesi risultava destinata ad un deposito fiscale Iva, ufficio che consente di differire il pagamento dei dazi sulle merci importante al momento della loro immissione in consumo sul territorio nazionale. Ma questo beneficio era utilizzato in maniera impropria: la frode, infatti, si basa sull'attivazione di partite Iva legate a soggetti non esistenti, ditte 'cartiere' che operavano per 2-3 mesi, che effettuavano svariate importazioni per poi cessare la propria attività senza assolvere agli adempimenti fiscali.
© Riproduzione riservata