La clamorosa rivelazione di un amico: "Non doveva scrivere certe cose..."
Livorno, 9 febbraio 2012 - IL MISTERO sulla scomparsa di Zeb, in arte David Fedi, 42 anni, si arricchisce a distanza di tanti anni — da quel giorno di maggio del 2008 nel quale l’artista ha lasciato la sua auto sulla scogliera del Romito, su questa strada famosa per il film di Dino Risi «Il sorpasso», a ridosso delle scogliera a picco sul mare — di un nuovo colpo di scena. Nell’ultima puntata di «Chi l’ha visto» la mamma dell’artista ha lanciato ancora una volta un appello per fare luce sulla scomparsa di suo figlio e anche un amico di Zeb, Walter Passuello, conosciutissimo come ciclista e come titolare di un negozio di biciclette famoso non solo in città, rivela un particolare inquietante.
Dice Passuello: «Pochi giorni prima che David scomparisse mi aveva letto delle lettere nelle quali qualcuno lo minacciava e gli intimava di non scrivere niente su vicende private delle quali David era venuto a conoscenza forse frequentando alcuni locali tra Montescudaio, dove era andato ad abitare, e Cecina. Queste persone gli avrebbero detto di non scrivere niente nel libro che stava preparando. David mi raccontava che queste lettere le aveva ricevute a Montescudaio».
LETTERE MISTERIOSE che l’amico Passuello ha visto perché David le teneva in mano mentre le leggeva. «Mi ricordo — prosegue Passuello — che aveva detto anche a mia suocera di avere paura. Insomma alla misteriosa scomparsa del graffitario livornese si aggiunge un ulteriore alone di mistero. La trasmissione «Chi l’ha visto» è stata sollecitata dagli amici di David Fedi, in prima fila Filippo Lotti, mecenate di altri artisti, e amico di David, che non si rassegna all’allontanamento del pittore che sui muri scriveva i suoi pensieri, il suo modo di dialogare con il mondo.
Intanto il nominativo di David Fedi è nelle banche dati di tutte le forze dell’ordine europee per le ricerche. La Squadra Mobile nelle settimane e nei mesi successivi alla scomparsa di Zeb ha battuto tutte le piste sentendo moltissime persone e estendendo le indagini anche a Modena dove una persona credeva di averlo riconosciuto. Nella casa di Zeb a Montescudaio la squadra mobile ritrovò i telefoni cellullari, la carta di identità, il passaporto che ancora oggi è nelle mani degli investigatori. Ma Zeb dov’è? il mistero continua.
Maria Nudi