I medici: sollevazione di quelli di base e degli specialisti
Livorno, 8 febbraio 2012 - Le Regioni intendono risparmiare sul servizio pediatrico. Come? Hanno elaborato una bozza di proposta al vaglio della Conferenza Stato-Regioni che deve decidere entro il 30 aprile il nuovo «Patto per la salute» che scade quest’anno. Ebbene, secondo gli esperti di sanità delle Regioni una delle strade maestre per tagliare la spesa è quella di rendere obbligatorio il passaggio sotto l’assistenza dei medici di base dei bimbi dopo il compimento dei 7 anni. Oggi è solo facoltativo e si esercita questa opzione per i bimbi da 7 a 14 anni. Al compimento del quattordicesimo anno i piccoli utenti restano definitivamente in carico ai medici di base. Dopo avere proposto questa idea è subito divampata la polemica. Contro si sono schierati sia i pediatri sia i medici di base.
Franco Giuntini, coordinatore locale della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) è molto scettico: «E’ assurdo pensare di risparmiare risorse introducendo questa modifica nell’assistenza sanitaria rendendo obbligatorio l’affidamento ai medici di base dei bambini a partire dai 7 anni. I costi con questo metodo non calerebbero, ma passerebbe da una parte ad un’altra. Anzi la spesa per il servizio sanitario crescerebbero anche sul fronte delle prescrizioni farmaceutiche. Inoltre da anni i medici di base non trattano con pazienti di età compresa tra 7 e 14 anni».
Pasquale Cognetta, coordionatore locale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) si dice lo stesso «assolutamente contrario ad una ipotesi del genere. Sto seguendo l’evolversi della situazione e sono convinto del fatto che la proposta delle Regioni alla fine sarà abbandonata. E’ una questione di buon senso». Enrico Bianchi, medico di base ed esponente di rilievo del Pd (è presidente del consiglio comunale) non si trova sulla lunghezza d’onda dell’assessorato regionale alla salute che insieme ad altri sta provando a modificare il sistema dell’assistenza pediatrica.
Dichiara però manifestando una parziale apertura: «Sono dell’idea che la proposta delle Regioni possa trovare attuazione solo nei riguardi dei giovani medici di base che iniziano ora l’attività. Invece chi, come me, ha una maggiore anzianità lavorativa è bene che non si faccia carico anche dei bimbi dai 7 ai 14 anni; in secondo luogo occorrerebbe attrezzarsi adeguatamente perché i bimbi sono pazienti con bisogni specifici; poi per i bimbi bisogna attuare controlli ad hoc nella fase della crescita fino alla pubertà».
Sulle finalità di questa manovra tentata dalle Regioni, Bianchi sottolinea: «E’ vero che un bimbo seguito da un pediatra costa di più che se fosse assistito da un medico di base. In media un pediatra con 800 bimbi guadagna il doppio del medico di base con 1500 assistiti. Per cui alla fine l’unica ratio di tale operazione sarebbe il taglio della spesa».
Monica Dolciotti