Monta la polemica sul metodo che si intende attuare per la cosiddetta 'eradicazione' del ratto nero
Livorno, 6 febbraio 2012 - Non si placano le polemiche e le proteste contro l’intervento per l’eradicazione del ratto nero dall’isola di Montecristo per salvaguardare in modo particolare le berte marine che prevede il lancio con l’elicottero di 26 tonnellate di esche avvelenate. Progetto contestato duramente dall’Ente Nazionale Protezione Animali e dalla Lega Anti Vivisezione, ma appoggiato da Legambiente e, ovviamente, difeso a spada tratta dal gruppo di coordinamento dello stesso formato da Corpo Forestale dello Stato Utb Follonica, Ispra, Parco Nazionale Arcipelago Toscano e società Nemo.
Per manifestare la loro netta contrarietà all’iniziativa decine e decine di cittadini di tutta Italia, alcuni anche in rappresentanza di altre piccole associazioni ambientaliste, hanno infatti deciso di inviare una nota di protesta al Ministero dell’Ambiente ed alla provincia di Livorno. Una nota in molti casi identica, evidentemente fatta girare da qualcuno come una sorta di catena di Sant’Antonio, che in molti casi è stata girata per conoscenza anche al nostro giornale. «Scrivo – è quanto è riportato sulla nota “standard” – per unirmi alla protesta contro il previsto lancio di tonnellate di cibo avvelenato per uccidere i roditori sull’isola di Montecristo. Questa iniziativa è di una violenza inaccettabile contro i roditori, ed è anche un grave pericolo per tutti gli animali dell’isola e per tutto l’ambiente naturale. Chiedo che sia annullata questa decisione».