La 'serrata' per la Lucchini
I lavoratori: "Non molliamo"
Tre ore di sciopero alla presenza di tutte le istituzioni. La promessa: gli enti hanno garantito la massima compatezza in questa battaglia. La polemica: scontro politico tra la sinistra e la destra, tutti i partiti erano schierati in piazza
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Piombino (Livorno), 23 luglio 2010 - "Piombino non farà la fine di Bagnoli". Si sono presentati allo sciopero di ieri mattina con questi cartelli gli operai della Lucchini. Le linee di produzione nello stabilimento si sono fermate. Davanti alla portineria, lavoratori, istituzioni, tanti politici si sono ritrovati per manifestare, per gridare che lo stabilimento deve continuare a produrre, a dare lavoro a 4mila persone, fra diretti e indotto. Che qui c’è bisogno di investire. E una prima risposta è arrivata: Mordashov vuole ricapitalizzare, verrà a Piombino il 2 o 3 agosto e a settembre, piano industriale alla mano, si presenterà alle banche per rinegoziare il debito. Poi per la vendita si vedrà. Questo in sintesi ciò che c’è scritto nella lettera che l’amministratore delegato Lucchini ha inviato ieri ai dipendenti. "Nonostante le rassicurazioni dell’azienda — ha detto il segretario Fiom Luciano Gabrielli a nome di tutti i sindacati — la situazione resta drammatica". Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha raccolto applausi con il suo discorso. "La Regione Toscana è con voi in questa battaglia per difendere la Lucchini. Non vi lasceremo soli. Noi non siamo né ottimisti né pessimisti, ma siamo determinati a vincere questa battaglia, tutti insieme". Il presidente ha poi annunciato che il 27 luglio l’assessore Simoncini sarà a Piombino insieme a Fidi Toscana per incontrare le aziende dell’indotto, altri 2000 lavoratori che rischiano di essere travolti dalla crisi della Lucchini.
Della necessità di rimanere uniti ha parlato anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufà: "Il mio vuole essere un richiamo alla compattezza delle istituzioni e non solo. Perché questa battaglia se rimaniamo uniti non possiamo perderla". Il mantenimento del polo produttivo Lucchini è un passo obbligato anche per il sindaco Gianni Anselmi: "Uscire da questa situazione deve essere possibile — ha spiegato — l’opzione zero non la prendiamo neanche in considerazione, così come opzioni che depauperino la struttura occupazionale del territorio. Quello su cui si deve lavorare è preparare il dopo. Che sia Mordashov o chiunque altro, il territorio deve costruire una visione di sé".
Il sindaco Anselmi ha parlato anche del ruolo fondamentale del sindacato che "va difeso — e annuncia — il 12 settembre in occasione delle celebrazioni della Battaglia di Piombino ho invitato i tre segretari confederali. Un invito che spero venga accolto: unire la battaglia di resistenza alla vicenda del lavoro significa non rinunciare alle nostre identità". Davanti alla portineria Lucchini ieri c’erano i sindaci della Val di Cornia, ma anche di Cecina, Follonica e Castagneto Carducci e c’erano tanti esponenti politici dei diversi schieramenti da destra a sinistra. E proprio per questo il coordinatore della segreteria regionale Pd, Luca Sani ha attaccato Lega e Pdl. "Non basta una comparsata in piazza ostentando i propri simboli, come hanno fatto Lega e Pdl, per testimoniare la propria vicinanza agli operai della Lucchini. Dalla Lega ci saremmo aspettati la stessa solerzia con la quale ha liquidato il ministro Brancher, il cui ruolo faceva ombra a Bossi e Calderoli, rispetto all’impegno per individuare almeno un ministro dell’industria, a diverse settimane dalle dimissioni con ignominia dell’ex ministro Scajola".
Dopo tre ore di sciopero, riposti i cartelli che ricordavano, a mo’ di sfida, che lo stabilimento di Piombino non chiuderà come è accaduto a Bagnoli, i lavoratori sono tornati in fabbrica, con la consapevolezza di aver manifestato per un posto di lavoro, per uno stipendio, per un futuro.
Maila Papi
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25/11/2011 - Livorno
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