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"La vendita della Lucchini
non è più la priorità assoluta"

E' quanto scrive in una lettera inviata a tutti i dipendenti l'ad Marcello Calcagni. "Per gli azionisti e il management la priorità è quella di finalizzare e attuare il business plan", piano industriale legato alle trattative con le banche

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Piombino (Livorno), 22 luglio 2010 - "Vendita possibile, ma non più prioritaria". E' quanto ha dichiarato l'ad del Gruppo Lucchini, Marcello Calcagni, in una lettera inviata tutti i dipendenti nella giornata di oggi.  ''Anche se l'opzione della vendita viene ancora considerata - scrive Calcagni -, allo stato attuale non è più la priorità assoluta per gli azionisti e il management''.  Le considerazioni del dirigente Lucchini, presente martedì scorso a Mosca dove ha incontrato il numero uno di Severstal Alexsej Mordashov, giungono poche ore dopo l'assemblea degli azionisti Lucchini che si è tenuta oggi. E dopo allo sciopero con manifestazione pubblica dei lavoratori, proclamata dai sindacati a difesa del sito produttivo. La notizia apre uno spiraglio sulla permanenza della proprietà russa al comando del gruppo siderurgico europeo e, di fatto, sposta la discussione ai primi giorni di agosto, quando o stesso magnate Mordashov sarà a Piombino per discutere e approfondire il nuovo business plan Lucchini.

 

''La priorità è quella di finalizzare e attuare il business plan che è in corso di analisi da parte degli azionisti - scrive ancora Calcagni nella lettera - L.'obiettivo è quello di restare leader nella produzione di acciaio sul mercato italiano e raggiungere un accordo con tutti i portatori di interesse coinvolti su una configurazione industriale e una struttura del capitale che ci permetteranno un successo nel lungo periodo''. Se, quindi, fino ad ora le evoluzioni della vicenda Lucchini erano comunque subordinate alle procedure di vendita del gruppo, adesso l'attenzione si focalizza sulla trattativa con le banche che vantano nei confronti di Lucchini un credito di circa 770 milioni. Il possibile compromesso per la ristrutturazione del debito e per la ricapitalizzazione del gruppo sarà necessariamente legato al nuovo piano industriale, che sarà sottoposto ai sindacati e alle istituzioni, prima di passare al vaglio degli istituti di credito. ''Dagli inizi di settembre - commenta Calcagni - si avvierà una nuova serie di incontri con le banche e i nostri interlocutori finanziari, destinati a portare rapidamente a un accordo sulla futura struttura finanziaria del gruppo''.


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