Nuovo ospedale, spreco di denaro
e posti letto tagliati
Il sindacato Fials all’attacco sul progetto Montenero e sulla struttura attuale di viale Alfieri: "Organico ridotto all’osso e servizi sempre più inefficienti"

Livorno, 6 febbraio 2010 - «Non siamo disposti ad accettare il metodo arrogante dell’Asl 6 che vuole impedire la contrattazione per il piano assunzioni: o si parla di tutto a 360 gradi, o sarà guerra totale». Il Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori sanità) dichiara «guerra» al progetto del nuovo ospedale. Lo fa redigendo un «Manifesto per la sanità livernese».
«Abbiamo scelto il manifesto — spiega Massimo Ferrucci — perché è tutta una serie di cause che vogliamo analizzare. Mentre gli altri sindacati hanno detto sì al nuovo ospedale, noi abbiamo una posizione più articolata. Non vogliamo parlare degli effetti, ma delle cause, siamo coerenti e non andiamo a dire una cosa al sindaco e un’altra ai cittadini». Una delle cose che non va giù al Fials sul nuovo ospedale è proprio il metodo con cui ne è stata decisa la realizzazione. «Lo hanno deciso il sindaco, l’assessore alla sanità e la direttrice dell’Asl, solo successivamente se ne è discusso con le parti sociali.
Il sindaco di Livorno ha limitato il dibattito sulla necessità di questa scelta rendendosi disponibile a parlare solo del come e non del se; mentre il Fials che in modo critico vuole entrare nel merito del perché è stato escluso in alcune sedi di confronto. Il nostro no all’ospedale nuovo non è ideologico, ma vogliamo valutare se esistono le reali capacità di rispondere in maniera adeguata e qualificata ai bisogni di prestazioni sanitarie dei cittadini della provincia».
Il Fials vuole dunque spostare l’attenzione dal contenitore (struttura ospedaliera) al contenuto (servizi). «Manca di fatto una vera programmazione ferma dall’ultimo piano attuativo locale (Pal) 1999/2001 rimasto quasi totalmente inapplicato. Tale piano prevedeva entro il 2006 la ristrutturazione dell’attuale ospedale, il mantenimento delle Unità Operative di valenza regionale oggi ridimensionate o scomparse quali chirurgia pediatrica, urologia, rianimazione eccetera, il potenziamento delle attività di riabilitazione e l’istituzione dell’unità spinale. Si è invece realizzato un vuoto di programmazione sanitaria». Il nuovo ospedale, quindi, sarebbe solo un argomento propagandistico per il Fials. «È inutile e costoso. L’ospedale nuovo verrà a costare 220 milioni di euro, una cifra spropositata se pensiamo che per costruire quelli di Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato ne verranno impiegati in totale 422 milioni. Porterà anche a un ridimensionamento della sanità livornese con un taglio di posti letto da 660 a 440, facendo così aumentare la fuga dei cittadini livornesi verso altre aziende ospedaliere come quella pisana, che può contare ben 1.200 posti».
E quale può essere l’alternativa? «Ristrutturare con criterio questo ospedale. Come? La concezione delle nuove strutture sanitarie è quella di avere aree modulari che possano essere riprogettate in qualsiasi momento. In quest’ottica anche Cisanello è già vecchio come concezione, mentre noi avevamo progetti approvati per avere un’unica area di degenza. Certo è che se ristrutturi un reparto mettendo un ascensore dove non entrano le barelle diventa tutto inutile. Sono state rifatte anche le camerate con sei posti letto senza i bagni, o porte antincendio montate su pareti in cartongesso: le porte reggerebbero, peccato che brucerebbero le pareti. Quindi il problema è che i soldi vengono spesi male».
Il Fials torna quindi a parlare di contenuti piuttosto che di contenitori. «Quello che dobbiamo offrire ai cittadini è soprattutto un servizio migliore, una sanità di alto livello e qualificata che si è realizzata solo in quota parte. Servono risposte rapide per la diagnostica». Il tutto sentendo anche il parere dei cittadini. «Serve un confronto diretto con loro, che poi sono i fruitori del servizio sanitario. Il modello autoreferenziale dell’Asl 6 non ci piace, per questo crediamo che il referendum sia senz’altro positivo. Anzi — conclude Ferrucci —, non capisco perché non si sia preso in considerazione anche per il rigassificatore off shore o per la centrale energetica di biomasse che esce del tutto dal piano energetico regionale. Il livello di inquinamento di Livorno è molto alto e sono in crescita i casi di tumore al polmone. Lancio una provocazione: devo esser contento di morire dolcemente a Cure Palliative o sarebbe preferibile prevenire il tumore?».
Igor Vanni
