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LE DIFFICOLTA'

"E’ dura, solo sull’acqua persi
36 milioni di euro per morosità"

"La metà dei livornesi non paga le bollette dell’acqua. Per Asa un danno enorme che, al 31 maggio 2009, ammonta a 36 milioni di euro". Lo dice il presidente dell’azienda, Fabio Del Nista, alla guida di Asa da quasi un anno

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Livorno, 1 luglio 2009 - «LA METÀ dei livornesi non paga le bollette dell’acqua. Per Asa un danno enorme che, al 31 maggio 2009, ammonta a 36 milioni di euro». Lo dice il presidente dell’azienda, Fabio Del Nista, alla guida di Asa da quasi un anno. «La percentuale dei morosi arriva al 50% degli utenti – aggiunge – e scende al 20-15% solo dopo le minacce. I problemi maggiori si hanno nel capoluogo ed in Val di Cornia».
E perchè i livornesi non pagano le bollette?
«Bella domanda.... Perchè son fatti così – dice il presidente– mentre nel sud della provincia non erano abituati a pagare. Là c’è anche il grosso problema delle seconde case, non semplice da gestire».
L’acqua però costa quanto il Brunello...
«Eravamo al primo posto in Toscana mentre ora siamo al quarto, quinto posto. L’acqua costa tanto, non lo nego, ma abbiamo ottimizzato certe spese».
Costa tanto, soprattutto quando si spreca, nelle case, ma anche a causa delle perdite dovute alla vetustà dell’acquedotto. Spesso i cittadini segnalano acqua che zampilla lungo le strade della città...
«Facciamo molti interventi per la rottura di tubature ma la rete idrica livornese è infinita e noi operiamo sulle emergenze». Si tratta 3.249 chilometri di tubature che raggiungono 33 comuni e ogni intervento è una goccia nell’oceano. «Su 500 dipendenti di Asa – aggiunge il presidente – la metà è organizzata in squadre che si muovono sulle emergenze, sia per l’acquedotto che per le fognature. Tengo a precisare che in occasione degli sversamenti di liquami che si sono verificati negli ultimi tempi a Livorno, i miei uomini hanno lavorato a mezzo busto nella melma mentre qualcuno prelevava campioni con guanti e camici immacolati». A proposito del divieto di balneazione ai Tre Ponti, Del Nista non ci sta ad essere additato per un episodio «che — dice — non poteva essere previsto: un nylon che ha ostruito lo scarico causando il divieto».

«TUTTAVIA — dice ancora Del Nista il cui mandato scadrà la primavera prossima — faccio notare che Asa ha chiuso il 2008 con un milione di euro di utile ed entro l’anno taglierò i rami secchi che danno solo grane. E confermo gli investimenti per i prossimi cinque anni: 150 milioni di euro con vari istituti di credito. Eì una sfida ma trovare i finanziamenti per far partire gli investimenti è fondamentale per la valenza sociale e per le ricadute sul territorio». Il lavoro di Del Nista ha ovviamene un costo: 2.700 euro al mese. «Prendevo di più come assessore — dice — tra l’altro il gruppo Asa è una delle più grandi aziende del territorio, che fattura 150 milioni di euro e dà lavoro a 650 persone. Ma questo è il mio stipendio...».

Michela Berti










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