"Un enorme sollievo e non solo perché si sblocca una situazione assurda che minacciava effetti devastanti. Ma anche e specialmente perché si conferma che l’Authority ha agito e agisce rispettando la legge". Così a caldo il commento del presidente dell’Autorità portuale Roberto Piccini, alla comunicazione con cui il tribunale del riesame ha accolto l’istanza di dissequestro della vasca di colmata
Livorno, 3 gennaio 2009 - "Un enorme sollievo e non solo perché si sblocca una situazione assurda che minacciava effetti devastanti. Ma anche e specialmente perché si conferma che l’Authority ha agito e agisce rispettando la legge". Così a caldo il commento del presidente dell’Autorità portuale Roberto Piccini, alla comunicazione con cui il tribunale del riesame ha accolto l’istanza di dissequestro della vasca di colmata. Come noto, l’udienza si era tenuta il 30 alla presenza per l’Authority del segretario generale avvocato Gionfriddo e del tecnico responsabile dell’ambiente ingegner Motta, assistiti dall’avvocato Bassano. "Abbiamo lavorato giorno e notte- dice ancora Roberto Piccini- per preparare una istanza estremamente documentata, facendo perno sulla normativa che considera i fanghi di dragaggio materiale inerte al di fuori delle normative dei rifiuti". E il tribunale del riesame ha appunto accolto questa tesi.
Improntati a sollievo e ovviamente tutti favorevoli i primi commenti. Da Taranto, dove attualmente ricopre la carica di commissario governativo nella locale Authority- anch’essa ‘impallinata’ dalla magistratura per una questione di procedure sui dragaggi- l’ammiraglio Salvatore Giuffrè, che era il diretto imputato per il sequesto della vasca di Livorno, risponde con un commento lapidario: "Non avevo dubbi che la correttezza del nostro operato sarebbe stata riconosciuta". Altrettanto soddisfatto Cirillo Orlandi, presidente della Port Authority di La Spezia, che si era visto bloccare l’accordo sottoscritto con quella di Livorno per scaricare nella vasca labronica circa 400 mila metri cubi di dragaggi spezzini. Costretto dal sequestro a riprendere le trattative con i siti tedeschi dove i fanghi vengono accolti a 200 euro a tonnellata (contro i circa 98 euro che erano stati concordati su Livorno) Orlandi conferma adesso che la strada labronica sarà ripresa, sia pure con tutte le garanzie necessarie.
Tra coloro che tirano un respiro di sollievo c’è anche Luciano Guerrieri, presidente dell’Authority di Piombino, responsabile per Assoporti delle politiche dei dragaggi portuali, e diretto interessato all’operazione-pilota di trasferimento dei fanghi di Bagnoli nella costruenda vasca di Piombino. "E’ stata finalmente detta una parola di chiarimento - dice Guerrieri - che avrà grandi e positivi riflessi in tutti i porti italiani". Il primo ‘cliente’ del dissequestro della vasca adesso è atteso tra giorni. E dovrebbe essere la bettolina dei dragaggi di Capraia.
Antonio Fulvi
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