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"Basta con i vincoli burocratici
sui finanziamenti per i porti"

"Varare finanziamenti per i porti ma non dar loro la possibilità di spenderli per vincoli burocratici è una specie di beffa. Con la riforma della legge 84/94 cambieremo tutto, velocizzando procedure e interventi". Questa la sostanza dell'intervento del ministro delle infrastrutture Altero Matteoli al convegno in Camera di Commercio della Confetra

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MATTEOLI Livorno, 2 dicembre 2008 - "Varare finanziamenti per i porti ma non dar loro la possibilità di spenderli per vincoli burocratici è una specie di beffa. Con la riforma della legge 84/94 cambieremo tutto, velocizzando procedure e interventi". E’ la sostanza più recepita dagli operatori livornesi del lungo e articolato intervento del ministro delle infrastrutture Altero Matteoli al convegno di ieri in Camera di Commercio della Confetra, la confederazione nazionale del trasporto. Tema la riforma in arrivo — il ministro ha ribadito che il testo andrà al governo prima di Natale — il convegno era stato preceduto da una visita del ministro all’interporto Vespucci, dove un soddisfatto presidente Marco Susini ha dato atto a Matteoli dei 26 milioni recentemente sbloccati per completare la viabilità interna ai 300 ettari dell’ex palude di Guasticce: viabilità che consentirà finalmente insediamenti produttivi importanti, tanto da spingere lo stesso Susini a ipotizzare un prossimo allargamento dello stesso interporto.

 

E proprio al Vespucci, presente il comandante generale delle Capitanerie ammiraglio Pollastrini, sindaci di Livorno e Collesalvetti, presidente della Provincia ed assessore regionale Riccardo Conti, il Matteoli-pensiero sull’articolazione della logistica integrata del centro Italia si è fatto palese: Una grande “piastra” tra il Tirreno e l’Adriatico con in rete i porti toscani, gli interporti toscani ed emiliani e lo scalo di Ravenna, il tutto in connessione ferroviaria e superstradale con le reti Ten. La cronaca degli interventi in Camera di Commercio registra prese di posizione non sempre univoche.

 

Così il presidente della provincia Giorgio Kutufà, che sollecitava più pubblico nei comitati portuali, è stato duramente rimbeccato dal vicepresidente nazionale di Confindustria, Cesare Trevisani ("Lei rappresenta un ente inutile, da chiudere subito") mentre il presidente camerale Roberto Nardi ha ricordato che il suo ente a Livorno opera indirettamente a supporto dello scalo e vede con favore una interconnessione tra pubblico e privato (tema di fondo trattato anche da Nereo Marcucci a nome di Confetra. il presidente dell’Autorità portuale Roberto Piccini ha sollecitato norme più chiare e iter più veloci della pianificazione, supportato dal collega Luciano Guerrieri di Piombino e dal presidente di Spedimar Roberto Alberti. Per tutti il presidente di Confetra Pietro Vavassori ha presentato al ministro le sue richieste: più efficienza del sistema, dragaggi veloci, classificazione dei porti, facilitare gli investimenti privati con i project financing e la certezza della libertà d’impresa. E il ministro è sembrato in linea quasi totale.

Antonio Fulvi










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